VerdanaVerdana
Dic 12, 2009 - Pratica    No Comments

La Meditazione

Un po’ di teoria…

“Parla poco e ascolta molto” è un principio fondamentale che non solo suggerisce di acquisire riservatezza e non esporsi per salvaguardarsi dalle critiche o di dosare le parole e riflettere su cosa dire; insegna anche l’importanza di prestare maggiore attenzione, perchè è solo nel silenzio e nell’ascolto che può essere captato ciò che normalmente viene celato dalla frenesia e dal chiasso del giorno.

La possibilità di comunicare con la propria spiritualità e con le divinità a cui camminiamo ogni giorno ci è data in primo luogo dalla nostra mente, una mente di cui dobbiamo aver cura e che deve essere allenata ed istruita con dedizione e costanza esattamente come facciamo per il nostro corpo.

Cosa centra tutto questo con la meditazione? per capirlo è necessario innanzitutto dare uno sguardo alla struttura di questa mente da allenare perchè è solo conoscendo il suo funzionamento che saremo in grado di utilizzarla al meglio.

Proviamo ad immaginare la mente come un panino (eh, siamo vicini allo spuntino di mezzanotte…)

1) Da un lato (la prima fetta di pane) abbiamo la mente conscia, utilizzata normalmente in stato di veglia per ragionare, elaborare informazioni etc etc,
 2) Dall’altro lato (la seconda fetta di pane) abbiamo il superconscio o sè superiore coscienza universale in cui risiede la nostra spiritualità, la memoria universale, la mente collettiva, i ricordi delle vite passate etc.
 3) Al centro del panino (il ripieno) si trova invece il subconscio; un livello mentale fortemente condizionato dalla mente conscia (primo strato) che regola le funzioni fondamentali dell’organismo come il battito del cuore, il respiro ma anche la memoria (che è involontaria ed automatica). A livello meditativo è la zona della mente che svolge il ruolo piu importante, cioè quello di collegare la mente conscia al sè superiore. Raccoglie le informazioni da uno e le passa all’altro (processo che si sviluppa normalmente tutte le notti nei sogni) come un cameriere che porta le pietanze dalla cucina (sè superiore) al cliente seduto a tavola (mente conscia).

Abbiamo quindi:  CONSCIO —> SUBCONSCIO –> SE’ SUPERIORE

La meditazione è lo strumento principale che abbiamo per mettere a riposo e assopire la normale attività della mente conscia (critica, chiaccherona, analitica) per poterci aprire consapevolmente alle informazioni della coscenza superiore e trarne ristoro, rigenerazione, conoscenza, ispirazione.

Tutta la magia, come anche la maggior parte delle operazioni wiccan, si svolge dopo “aver cambiato consapevolezza”, vale a dire dopo essere entrati volontariamente in una fase particolare della coscienza, che lavora su frequenze differenti da quelle quotidiane, su frequenze dette “alfa”. E’ acquisire “consapevolezza”. La stessa consapevolezza che portiamo all’interno del cerchio e dei nostri rituali, che utiliziamo per canalizzare energia o per percepire ciò sta avvenendo attorno a noi. (Come percepire se il cerchio è tracciato in modo solido? se le candele che stai caricando stanno davvero assorbendo energia? Questo è il motivo per cui deve essere mantenuta una pratica metodica e costante).

Quando meditiamo con COSTANZA, la mente oltre ad imparare ad alterare le sue percezioni canalizzando i messaggi che arrivano dall’universo, libera finalmente il corpo dai “blocchi” mentali, permettendo all’energia (chiamata in vari modi, tra cui Kundalini, Prana, Qi..) di fluire liberamente attraverso i principali canali (Ida, Pingala, Sushumna) e i 7 punti (chakra) energetici del nostro corpo. Un’energia che scorrere liberamente, permette al praticante di acquisire consapevolezza, benessere fisico e mentale, controllo e saggezza, così come una maggior sensibilità e conoscenza di ciò che prima era celato.

…E un po’ di pratica 

I Maestri orientali, a chi si avvicina alla meditazione, suggeriscono di focalizzare l’attenzione sulla parte superiore della testa, corrispondente al settimo e ultimo chakra (il loto dai mille petali) in modo da “guardare” e concentrarsi su altro al di fuori di sè, della fisicità, del corpo, per sollevarsi al di sopra delle preoccupazioni conscie e subconscie del mondo fisico.

Ecco dunque la prima e più semplice delle meditazioni:

Scegli un’ora del giorno tranquilla, in cui non hai niente da fare e cerca di mantenere quell’ora fissa e di rispettarla con costanza ogni giorno.
 
Siediti comodo, puoi anche sdraiarti ma è poichè è una posizione che spesso porta ad addormentarsi, è forse meglio evitarla almeno agli inizi. La cosa importante è mantenere la schiena sia diritta (per non bloccare i chakra) e che nè gambe nè braccia siano incrociate.
Rilassa il corpo. Esistono diversi metodi a riguardo. Il più comune è incentrato sulla progressiva contrazione ed il successivo rilascio dei muscoli corporei. Inizia con i muscoli dei piedi, contraili e rilascia. Sali alle caviglie, contrai e rilascia. Poi passa ai polpacci, contaili e rilassali. Continua con i muscoli delle gambe, delle coscie, del ventre, poi la schiena, spalle, braccia, mani e dita, per finire con il collo, il volto, la bocca, le guancie. Quando avrai teso e rilassato ogni muscolo sentirai il corpo caldo, che abbandona le tensioni fisiche per abbandonarsi lentamente.
Respira. Sembra banale ma le persone, sempre piu spesso, non sanno respirare correttamente. Inspira lentamente, fino in fondo per riempire anche la parte bassa dei polmoni. Poi conta fino a 3 ed espira dalla bocca, sempre lentamente. Quando tutta l’aria è stata espulsa conta nuovamente fino a tre e ricomincia inspirando. Prosegui la respirazione fino a quando ogni parte del corpo e della mente si calma completamente.
Concentrati sul terzo occhio, proiettati verso di esso, cerca di abbandonare i richiami del mondo reale. Ignora i suoni ed i pensieri che ti balenano nella mente. Semplicemente non seguirli, lascia che passino senza dar loro attenzione.Le prime volte saranno frequenti, poi impareranno a lasciarti stare.
Lasciati andare all’attrazione magnetica che proviene dall’alto. Qualsiasi sensazione tu percepisca, luce o suono, seguila. Muoviti verso di essa ed ascoltala. Continua a risalire, al di là del corpo che ti contiene. Qualunque cosa tu senta o veda non deve spaventarti ma semplicemente fluire innanzi a te. Potrai cogliere immagini, altre volte suoni, altre ancora solo il silenzio ma tu continua semplicemente a risalire. 

Quando la meditazione termina, è bene segnare progressi e sensazioni su un quaderno. Alcune immagini o percezioni possono essere sempre fonte di riflessioni successive.

 

Dic 11, 2009 - Wicca    2 Comments

Credo – Rede – Karma

Oh, che bello sedersi sul tappeto e parlare finalmente di “regole”! Quelle che la maggior parte delle persone ignora, svia e passa la vita ad infrangere.

C’è un motivo se parto da qui, se è la prima cosa che voglio veder stagliarsi sulle pagine di questo piccolo spazio virtuale; ed il motivo è che, sebbene la Wicca sia una religione affascinante, calda, innovativa e sicuramente libera, presenta una struttura di base portante che spesso (troppo spesso …) molte persone, soprattutto neofite, tende ad ignorare o portare in secondo piano. Fin qui niente di tragico, se non fosse che a quest’ ”ignoranza” di base, segue inevitabilmente il propagarsi di una cattiva ed errata immagine dell’intera filosofia wiccan e, più in generale, stregonesca, già abbastanza calunniata per molti secoli in passato, così come ai giorni nostri in film, serie tv e addirittura cartoni animati.

Non a caso nel 1974 l’Unione delle Streghe Americane decise di riunirsi per “mettere un po’ d’ordine“, stilando quelle che si diffusero poi come le 13 colonne della strega; una lista di principi a definizione della Stregoneria da porre come guida per i suoi praticanti, sia per la civile convivenza all’interno della società che per infondere salde norme comportamentali.

A queste 13 colonne (che a ben guardare purtroppo molti ancora ignorano), si aggiunge poi, a supporto della brava streghetta, la pluri-incompresa lista di consigli e insegnamenti che vanno a formare il Credo, la legge etica della Wicca, probabilmente datata 1910 ad opera di A.Porter (dico probabilmente poiché essendo la pubblicazione ufficiale del 1970 sul Green Egg Magazine, sono svariate le opinioni a favore di un‘ “interferenza” di origine Gardneriana/Valientista a metà del ‘900) comprendente: Rede, Legge del Tre (o del ritorno karmico) così come le prime basilari nozioni di magia e corrispondenze.

Caro vecchio Credo, mal tradotto, incompreso e spesso ridotto al minimo, al punto di essere raddensato alla sola Rede, E cara vecchia Rede, letta, recitata a memoria ma mai analizzata fino in fondo. Troppi sono i viandanti che si rifugiano dietro la propria moralità distorta e ad una “golden rule” apparentemente di libera interpretazione (per chi esula dal scendere in profondità) per giustificare le proprie azioni, l’egoismo, spesso la superbia che guida il loro agire.

“Conoscere” è la base, non l’arrivo. Conoscere è il primo gradino nel processo iniziatico che ci porta ad essere streghe. E’ mettersi in gioco in prima persona, per scendere al cuore dei concetti di un culto che ci mette alla prova costantemente. “Conoscere”, per non smettere di avere dei dubbi.

E quando sarete stanchi di sbriciolare e ricomporre questo poemetto, avrete scoperto il valore del coraggio, della reciprocità, della perfetta fiducia, del silenzio e della volontà e, scoprirete nuovamente di essere solo all’inizio, che l’etica di questa società è talmente complessa e articolata da spingervi di nuovo oltre, per salire di un gradino e aprirvi ad altre domande.

Il Credo Wiccan

By Lady Gwen Thompson / Adriana Porter

 

Bide the Wiccan Laws we must
In Perfect Love and Perfect Trust.

Live and let live,
Fairly take and fairly give.

Cast the Circle thrice about
To keep the evil spirits out.

To bind the spell every time
Let the spell be spake in rhyme.

Soft of eye and light of touch,
Speak but little, listen much.

Deosil go by waxing moon,
Chanting out the Witches’ Rune.

Widdershins go by waning moon,
Chanting out the baneful rune.

When the Lady’s moon is new,
Kiss thy hand to Her, times two.

When the moon rides at her peak,
Then your heart’s desire seek.

Heed the North wind’s mighty gale,
Lock the door and drop the sail.

When the wind comes from the South,
Love will kiss thee on the mouth.

When the wind blows from the West,
Departed souls will have no rest.

When the wind blows from the East,
Expect the new and set the feast.

Nine woods in the cauldron go,
Burn them fast and burn them slow.

Elder be the Lady’s tree,
Burn it not or cursed you’ll be.

When the Wheel begins to turn,
Let the Beltane fires burn.

When the Wheel has turned to Yule,
Light the log, the Horned One rules.

Heed ye Flower, Bush and Tree,
By the Lady, Blessed Be.

Where the rippling waters go,
Cast a stone and truth you’ll know.

When ye have a true need,
Hearken not to others’ greed.

With a fool no season spend,
Lest ye be counted as his friend.

Merry Meet and Merry Part,
Bright the cheeks and warm the heart.

Mind the Threefold Law you should,
Three times bad and three times good.

When misfortune is enow,
Wear the blue star on thy brow.

True in Love ever be,
Lest thy lover’s false to thee.

Eight words the Wiccan Rede fulfill:
As Ye Harm None, Do What Ye Will

Dic 9, 2009 - Aylwyn    No Comments

Nevica!

Dopo una full immersion nel timo prendo fiato e distribuisco un po’ di deliri in giro per il blog, che ha l’ottima qualità di sopportare anche le fesserie di ”proporzioni bibliche”, come dice un comico che adoro.

Ho sparpagliato casa di farina! Ebbene si! Ma non cercavo di simulare la neve, giuro!

La cosa che suona ancora più strana è che, udite udite, non cercavo nemmeno di fare i biscotti!

Lo scopo era: creare gli addobbi per l’albero! Risultato: tavolo, pavimento, sedie, vestiti e … gatto … imbiancati per feste. I decorini prodotti in ben 4 ore sono addirittura 10! Di cui 2 sicuramente usciti dalla disperazione finale di essere riuscita appena ad addobbare un decimo dell’albero, alto purtroppo quasi 1 metro e 80! In pratica: due piccole Aylwyn una sopra l‘altra! .. Due me con soli 10 addobbi … una tristezza.

Ma una volta asciutte e verniciate saranno uno splendore, me lo sento!

Memole, Willy e Wolly stazionano già sotto i rami dell’ignaro abete, pronti a dichiarare guerra alla prima cosa che dondoli sopra i loro occhietti attenti e spalancati.. Mettono un po’ di angoscia a guardarli … O_oDSCN0726 - Copia.JPG

Intanto offro foto del primo pastrocchio. In arrivo invece, fra qualche giorno, foto degli stessi, colorati, verniciati e sicuramente sparpagliati sul pavimento in mille pezzi.. Difficile la convivenza con i felini..

Dic 9, 2009 - Grimorio    No Comments

Timo

10-05-08 fiori timo (3).JPG

Timo 

Immancabile spezia per ogni verde campagnola che si rispetti!

Piccola, delicata, dal profumo intenso e fiabesco, quotidianamente centro dei giochi di Siadh e Thirma le due fatine burlone del mio orticello. Credo che sia a causa dei loro piedini pesanti se spesso spariscono i piccoli fiorellini e ritrovo rametti spezzati e foglioline sparse ovunque. Se non altro la loro allegria contribuisce a mantenerla rigogliosa.

 Il Timo maggiore (Thymus vulgaris L.), della famiglia delle Labiatae, è un piccolo arbusto perenne, con molti rametti che tendono a lignificare con facilità e foglie piccine di un color verde scuro. I fiori compaiono verso la fine della primavera, sono di color bianco/rosati e a volte lilla, riuniti in spighe alle sommità dei rami. La raccolta è concentrata su foglie e sommità dei rametti (dove non ancora legnificati) e viene normalmente effettuata da maggio a luglio.

Proprietà: balsamico, anticatarrale, antisettico, tonico del sistema digestivo
Linguaggio dei fiori: diligenza, laboriosità, rapporti stabili

Genere: femminile

Pianeta: venere

Elemento: Acqua 

Corrispondenze: guarigione, amore duraturo, coraggio, facoltà psichiche, sonno ristoratore

Curiosità: Già nel medioevo veniva riconosciuta al timo la capacità di favorire la volontà, l’operosità e la dedizione nel lavoro. Questa caratteristica, che si protrasse poi fino all’odierno linguaggio dei fiori, nasceva dall’associazione della pianta con le api, fortemente attratte dal polline dei suoi piccoli fiorellini.

Nella cultura romana ed ellenica divenne poi simbolo di coraggio e buonasorte, bruciato nei templi e nelle camere o indossato dai guerrieri mentre nell’immaginario Norvegese, i suoi cespugli sono da sempre la fissa dimora delle creature fatate.

 

Fai da te

Se volete vedere le fate, potete provare alcune di queste curiosità:

– Nascondete un rametto di timo tra i capelli e fate una passeggiata nel bosco

– Coltivate piantine di timo e ornate i vasi con paillette luccicanti e campanellini per attirare la curiosità dei piccoli abitanti del vostro giardino.

– Potete anche creare delle ghirlande con i rametti fioriti e appenderli alla porta per invitarle a visitare la vostra casa.

Dal Medioevo ci giungono invece tradizioni di usi alternativi:

– intessere nei cuscini 3 ciuffi di timo favorisce il riposo mentre cucirli agli abiti infonde coraggio.

– il 20 gennaio, ponete sotto al cuscino un rametto intrecciato con il rosmarino per sognare il volto del futuro/a amato/a.

Altri utilizzi da non scordare, sono invece quelli della nonna!!!

Vino contro la tosse

Fate macerare 20grammi di timo (sommità fiorite) in un litro di vino bianco (meglio secco) all’interno di un vaso/bottiglia ben chiusa, per 7 / 9 giorni. Filtrare e berne 1 o 2 bicchierini al giorno.

Shampoo della fata bruna

Se avete i capelli castani e volete accentuare i riflessi provate a preparare ed utilizzare questo shampoo naturale (sembra difficile ma ci vuole pochissimo). Questo composto funziona anche come antiforfora.

– 25 g di ortica (meglio utilizzare le punte di foglie fresche)

– 20 g di foglie di edera

– 10 g di salvia

– 10 g di rosmarino

– 10 g di timo (foglie)

– 10 g di foglie di noce

– 5 dl di aceto di mele

– 5 dl di alcol da liquori (quello a 95°)

– 1 dl di olio di ricino

Lavate e spezzettate tutte le erbe, avendo cura di tritate molto bene l’edera e l’ortica (con il frullatore andrà benissimo, senza esagerare) e fatele macerare per 2 settimane nell’alcol e aceto in un vaso di vetro ben chiuso,. Mescolate di tanto in tanto (scuotendo il vaso, senza aprirlo)

Trascorsi i 15gg filtrate bene per togliere ogni pezzetto che altrimenti vi rimarrebbe nei capelli e unite la “brodaglia” all’olio di ricino.. Voilà, ora provatelo senza storcere il naso 🙂

Dic 8, 2009 - Grimorio    2 Comments

Incenso

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Incenso

Deliziosa piantina del mio giardino, perenne e sempreverde ( … ma se vivete al caldo .. perchè la mia va in letargo ogni inverno per rinascere poi in primavera … ), dalle foglie verde intenso con profilo ondulato e striature bianche. Presenta una leggera peluria diffusa sia su foglie che piccioli e rami.

Appartiene al genere Plectranthus ma il nome deriva dall’aroma che sprigiona, molto intenso e simile appunto al profumo dell’incenso, la classica resina ricavata dall’Olibano (Boswellia Carterii o Boswellia Sacra).

Sebbene mi siano morte 2 piantine in un anno ( … ) dicono sia molto resistente, anche ai climi più torridi. (Io ho però scoperto che lo diventa una volta imparato a conoscerla … come per ogni altra pianta insomma 😛 )

Genere: Maschile

Pianeta: Sole

Divinità: Ra, Lugh

Mitologia: Apollo, cosparse il corpo inerme dell’amata Leucotea, figlia del Re degli Achemenidi, con un profumo delicato. Le membra della donna all’improvviso iniziarono a sciogliersi irrigando la terra sottostante dalla quale crebbe la pianta d’Incenso.

Corrispondenze: sebbene all’inizio fossi scettica, ho scoperto che oltre ad allontanare le zanzare in estate, è molto utile nelle operazioni di bando e purificazione, al pari della normale resina. Favorisce inoltre i sogni profetici.

Utilizzi: (oltre ovviamente agli incensi, ai sacchetti o come supporto delle operazioni magiche in linea con le corrispondenze della pianta)

– sfregatevi qualche foglia sulla pelle, in estate, per tener lontane le zanzare.

– tenere un fiore d’incenso nel taschino della camicia o cucitelo all’interno degli abiti per farvi scudo dal malocchio

– unite qualche foglia all’acqua della vasca per purificarvi prima di ogni rito

Oli e unguenti:

– Create un unguento polverizzando 3 cucchiai di foglie secche ed unendole a grasso vegetale.

– Lasciate macerare un pugno scarso di foglie (meglio se fresche) in un bicchiere di olio vegetale per 7 giorni..

Utilizzate i composti per caricare e sigillare i vostri strumenti divinatori e le vostre candele.

Dic 8, 2009 - Feste    2 Comments

Esbat – Dicembre

Prima Luna piena di Dicembre: il 02/12/09 Luna della Quercia

Seconda Luna piena di Dicembre: il 31/12/09 Blue Moon ore 19.15. E’ anche il giorno dell’ eclissi parziale di luna, ore 19.25 – magnitudine = 0.07

Se siete pronti con il naso all’insu’ per vedere la luna tingersi di un colore un po’ insolito allora preparatevi a rimanerci tutta la sera J perché, come dice scherzosamente un proverbio inglese “If they say the moon is blue, we must believe that it is true”! 

Esistono due principali definizioni di luna blu : La prima, correntemente più usata ed accettata, definisce questa luna come la seconda luna piena del mese, l‘altra invece (che ha a che fare con il calendario ecclesiastico cristiano) come la terza luna piena di una stagione in cui si verificano quindi 4 pleniluni.

Questa seconda definizione, che sancisce un evento abbastanza raro, coniò molti degli slang inglesi ancora oggi in uso come “once in a blue moon”: ad ogni morte di papa o “until a blue moon” con il significato di “mai”.

Durante gli anni comunque il termine “luna blu” assunse via via diversi significati, dall’essere sinonimo di stramberia e bizzarria nell’800, al divenire espressione di solitudine e malinconia in canti e poesie del 900.

All’interno del mondo pagano, viene posto un occhio di riguardo a questa particolare luna, ritenuta carica di un valore magico ed energetico estremamente elevato al punto di influenzare e potenziare lo stesso mese in cui si trova.

Celebrata agganciandosi alle ricorrenze del mese che la ospita, diventa quest’ anno una seconda luna di Dicembre, strettamente legata alla mitologia del Re Quercia che sorge dal solstizio appena trascorso e porta con se luce e promessa di nuova vita.

Poiché la notte più lunga è già passata, l’attenzione è rivolta alla luce sempre più presente, alla vita che sebbene celata sotto un manto di neve, si fa pian piano più resistente e pulsante nel grembo della terra..

Festeggiate decorando l’altare con simboli solari tipici del periodo e ornandolo di candele bianche e rametti di agrifoglio.

Le operazioni magiche svolte in questo Esbat sono rivolte all’allontanamento delle cattive abitudini o delle situazioni di intralcio che, come nella simbologia mitica del Re Agrifoglio e del Re Quercia, cedono il passo alla prosperità di una nuova esistenza.

Scrivete i vostri obbiettivi per il nuovo anno su dei bigliettini di carta e bruciateli nel calderone. Mescolate la cenere ottenuta alla terra di alcune piantine che avrete comprato e consacrato per l’occasione, perché crescendo attirino nella vostra vita ciò che più desiderate.

Dic 7, 2009 - Grimorio    No Comments

Calendula

Calendula Officinalis, dal latino “calendae”, primo giorno di ogni mese (luna nuova). Famiglia delle Composite

Una delle piantine che preferisco in assoluto … forse perché non necessita di un gran pollice verde e quindi sopporta pazientemente il mio, di color fucsia-violaceo …

Pianta erbacea e annuale, con fusto verde, eretto, robusto e ricoperto da una leggera peluria. Ha foglie oblunghe con margine leggermente ondulato, senza piccioli e di color verde pallido. Fiorisce quasi in ogni periodo dell’anno sia coltivata che selvatica; i suoi fiori sono giallo-arancio, di circa 2 / 2,5cm, eliotropici, riuniti in cipollini.

Proprietà: antisettiche, emollienti, antinfiammatorie, cicatrizzanti, depurative

Genere: Maschile

Pianeta: Sole

Elemento: Fuoco

Divinità: Venere/Afrodite, Lugh, Apollo e tutte le divinità solari

Linguaggio dei fiori: bellezza, sofferenze d’amore, devozione

Mitologia e Credenze: la nascita di questa pianta è attribuita alle lacrime di Venere per la morte dell’amato Adone.

Viene chiamata “barometro del contadino” poichè predige l’arrivo della pioggia chiudendo in anticipo i suoi petali.

Si dice inoltre che se una ragazza ne tocca i fiori a piedi scalzi, possa comprondere il linguaggio degli uccelli.

Corrispondenze magiche: protezione, visioni oniriche, facoltà psichiche, amore

 

Qualche utilizzo tra quelli che prediligo:

Bagno:

Preparate la vasca da bagno con fiori di calendula. Darete alla pelle luminosità e levigatezza e accrescerete l’ammirazione e il rispetto di chi vi sta vicino.

 

Fai da te:

-Create ghirlande, bracciali, anelli da appendere alla porta di casa, della vostra stanza o da portare con voi. Terranno alla larga i problemi e la cattiva sorte.

 

– Incenso di protezione:

1 parte di calendula

1 parte di incenso

1 parte di rosa

½ parte di pino

Amalgamare con olio di ciclamino.

 

 

Decotti:

– Contro catarro, tosse, febbre e malattie influenzali:

Far bollire per qualche minuto 1 cucchiaio di fiori essicati di calendula ogni 250ml d’acqua. Spegnere il fuoco, coprire e lasciar riposare per 10 minuti. Filtrare e berne 2 tazze al giorno a digiuno

 

– contro la foruncolosi

30g di calendula (fiori senza involucro verde)

30g di prugnolo (frutti)

20g di salvia (foglie)

1 litro d’acqua

Mescolare in maniera omogenea le parti di cui sopra. Bollire 40g della mistura ottenuta per circa 8 minuti in un litro d’acqua. Spegnere e lasciar riposare 15 minuti.

Filtrare e consumare 2 tazze al giorno lontano dai pasti per 15gg.

 

Pomate e compresse

contro le ustioni e gli arrossamenti.

– Lasciate macerare 10g di calendula in 50ml di olio d’oliva per 5 giorni, rimescolando di tanto in tanto, in un vaso di vetro chiuso ermeticamente ed esposto al sole. Utilizzatelo per impacchi sulle parti lese.

– Sminuzzate finemente le foglie fresche ed applicatele sulla zona indicata fasciando con una garza sterile.

 

Cucina: (eh insomma …. È deformazione professionale … )

Risotto di Calendula

Preparate un bel soffritto di aglio, scalogno e una noce di burro. Aggiungete il riso (circa 350g per 4 persone) e fate sfumare con del vino bianco. Coprire con il brodo bollente (meglio di carne per renderlo più saporito altrimenti, vada per il caro e amato dado) e aggiungerne se necessario per arrivare a cottura. Aggiustare di sale.

Quando il riso è al dente incorporare un paio di cucchiai di panna da cucina (che ferma la cottura e manteca il riso) e un pugno di fiori di calendula. Mescolare bene e servire.