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Mar 9, 2016 - Attualità, Grimorio, Wicca    No Comments

Il Laboratorio Verde

Laboratorio libro

Ci avviciniamo a passi svelti verso la primavera.

I prati riacquistano pian piano un colore brillante, i germogli fanno capolino dalla terra umida, i primi sfacciati fiori dipingono di colore e luce i giardini spogli dall’inverno.

Proprio come il contadino pronto a seminare per il prossimo anno, anche le streghe aprono l’armadio, controllano le provviste e programmano la nuova raccolta.
Artiglio di Drago, Code di Lucertola, Bocca di Vipera… è tempo di ritrovare sul grimorio gli antichi nomi magici e rinfoltire i vasi delle erbe.

Il Forum di Vivere Wicca quest’anno vi propone dunque di accogliere la nuova stagione con un piccolo laboratorio verde, dedicato alla riscoperta delle proprietà e dell’utilizzo mondano e magico delle erbe, delle piante e delle spezie con la speranza, alla fine, di lasciarvi un pizzico in più di dimestichezza e di conoscenze.

QUANDO SI SVOLGE:

Il Laboratorio inizierà verso il 15 Marzo 2016 e si protrarrà fino all’estate – chiusura più tardiva al 20 Giugno 2016. La Natura non ha fretta. Nemmeno noi.

 

COME PARTECIPARE:

Per partecipare sarà necessaria l’adesione formale da indicare nel modulo di partecipazione che trovate in fondo al link di presentazione dell’attività.

All’interno del modulo vi verrà inoltre richiesto di indicare una preferenza di erba da trattare.

Per Ulteriori Informazioni, Visitate il Link: Laboratorio Verde – di Vivere Wicca

Vi aspettiamo!

Gen 31, 2010 - Wicca    1 Comment

Brigit

Brigid – Brigit – Bridgit – Brighit – Brigh

Sono Colei
che è la madre
naturale di tutte le cose,
maestra e governatrice
di tutti gli elementi,
la progenie iniziale dei mondi,
il capo dei poteri divini,
Regina dei tutti coloro che sono nell’aldilà,
la più importante di coloro
che abitano sopra,
manifestazione da sola
e sotto una sola forma
di tutti gli Dei e di tutte le Dee.

Lucius Apuleius

La Dea Brigit è sicuramente una delle divinità femminili più importanti del pantheon celtico, integrata successivamente nella tradizione cristiano-irlandese.

Dea del fuoco (dalla radice “berg”) inteso sia come elemento che come passione, ispirazione, spiritualità. Diviene dunque anche Dea del focolare, della famiglia e delle attività domestiche così come della poesia, del canto e della musica. E’ inoltre Dea della luna, quindi della nascita e della fertilità, ma anche del sole e quindi della guerra (coraggio, forza), dell’artigianato, della filatura e tessitura così’ come della medicina.

Le sue tre funzioni principali sono dunque:

1) il fuoco dell’ispirazione (poesia),
2) il fuoco della famiglia, (guarigione, la fertilità, ostetricia)
3) il fuoco della forgia, (artigianato, fabbri, arti marziali).

Secondo la mitologia celtica, Brigit, sorella di Ogma (dio del sole e creatore dell’Ogham) deve la sua nascita al Dio solare Dagda (considerato Il Grande Padre, Dio dell’Eternità, della Conoscenza e della Sapienza), un legame parentale che le conferisce l’appellativo di Grande Madre, pareggiando in importanza la stessa Dea Dana/Danu, madre dei Tuatha Dé Danann, gli Dei irlandesi.

Secondo i racconti celtici, Brigit si unì con Tuireann generando 3 figli Brian (Ruadan), Iuchar e Iucharba (Uar), “i Tre Dei di Dana”, assumendo la valenza di Dea Triplice, Madre, Sposa e Sorella di tutti gli Dei e degli uomini. Alle vicende della vita di Ruadan sono legate molte connotazioni della Dea: alla sua partecipazione alla battaglia di Moytura dobbiamo l’aspetto di Brigit come Dea della Pace e dell’Unità; alla sua morte invece, avvenuta per mano di Goibniu, viene associata la nascita del lamento funebre irlandese intonato per la prima volta da una Brigit in veste di madre addolorata, per la perdita del figlio.

L’aspetto triplice della Dea lo si ritrova negli appellativi con cui venne chiamata: Brigit bé legis, (Dea dei guaritori) Brigit bé goibnechta (Dea dei fabbri e patrona di Goibniu, Credne, Luchta, “I tre Dei delle Arti” ) Brigit dé filid (Dea della fertilità e della poesia), a rappresentare le 3 principali funzioni sociali indoeuropee: sacerdotale (dea della guarigione e della poesia), produttiva (dea delle tecniche e dei mestieri), guerriera (protettrice dei cavalieri e del re).

La grande importanza attribuitagli fa si che il suo nome venga nei secoli associato a diverse divinità, diffondendosi in tutta Europa (la corrispettiva italiana, fu la romana Minerva) ed assumendo pian piano aspetti e connotazioni differenti.

Tra questi ritroviamo ad esempio:

Brigandu e Bricta in Gallia, così come Belisama (quello che sembra essere il suo nome originale, con il significato di “Molto Brillante” e che richiamerebbe quindi il suo aspetto solare),

Brigantia in Britannia,

Bride in Scozia (termine che ricorda l‘inglese “bride”, sposa, di cui la Dea ne è protettrice)

Eriu, Banba e Fotla in Irlanda (i nomi con cui era chiamata l’Irlanda celtica) ma anche Boand (dea del fiume Boynn, conosciuta anche come Giumenta Bianca o Dea Bianca), Etain (Dea celtica dell’Altro Mondo, divenuta Viviana nelle leggende Arturiane), Eithe e Tailtiu (la Terra), Airmed (dea dei guaritori poiché figlia di Diancecht, Dio della medicina)

Brigit, in quanto divinità della famiglia e della medicina veniva invocata dalle donne in gravidanza per ottenere sostegno e forza durante il parto, per favorire la salute dei neonati, per sviluppare le abilità mediche e, poiché associata al “fuoco interiore”, ci si affidava al suo aiuto per tutte quelle attività legate alla poesia, allo sviluppo della spiritualità o delle conoscenze magiche, così come la divinazione.

Veniva chiamata Sposa dalla Chioma d’Oro e Sposa delle Bianche Colline il cui simbolo era un cigno bianco. A lei venivano dedicati i pozzi, le fonti, le sorgenti, le acque curative ed a lei sacri erano la coppa (fertilità, maternità), il filatoio (fato, destino, circolarità della vita), lo specchio (simbolo dell’Altro Mondo e dell’arte divinatoria)

Le principali feste a lei dedicate sono la Vigilia della Candelora (1 febbraio) ed Imbolc (2 febbraio), una delle feste del fuoco detta anche Festa della Luce. Le stesse tradizioni cristiane soppiantarono la festa dedicando il 1° febbraio a Santa Brigida, la cui storia si rivela una continua rimescolanza di elementi cristiani con le caratteristiche originarie della Dea celtica.

Gen 17, 2010 - Wicca    No Comments

Il Cerchio

Ogni persona che, per curiosità o interesse, si avvicina all’esoterismo, alla magia, alla Wicca, si trova prima o poi a dover affrontare il concetto di cerchio.

Purtroppo però, se da un lato verifichiamo che questo sia uno dei primi scalini da ascendere, dall’altro ci rendiamo conto che non solo la maggior parte delle volte è sottovalutato ma è purtroppo oltremodo incompreso e mal utilizzato.

 

Fin dal medioevo, ogni magista che si apprestasse a svolgere un’attività magica era, per volere e necessità, costretto a tracciare attorno a sé una barriera che lo proteggesse dagli attacchi, tutelandolo da danni fisici o psicologici. Tutt’oggi un magista, una strega, un pagano, che si appresti a compiere un rituale, traccia attorno a sé un perimetro circolare protettivo e successivamente contenitivo dell’energia sviluppata.

Ma perché il cerchio? Perché non un quadrato? Un suggestivo pentagramma oppure un l’amorevole faccia di Hello Kitty? che, sebbene sembri delicata è in realtà un demone infernale talmente cattivo da tenere alla larga chiunque, esattamente come i potenti Pokemon?..

I motivi si possono ritrovare analizzando le innumerevoli associazioni forma-concetto che nella mente umana si sono succedute e concatenate nei secoli, così come avvalendosi della stessa geometria, capace di fornirci in modo chiaro ed esauriente una lista di tutte quelle sfaccettature che riescono a spiegare l’importanza, anche a livello magico, di questa figura perfetta.

 

Proviamo dunque, partendo proprio dalla geometria, a dare una prima definizione di cerchio:

“Il cerchio è quella porzione di piano delimitata da una circonferenza […] E’ un insieme di punti che distano dal centro ( C ) pari ad una distanza “r”, chiamata raggio. […] Può essere considerato un poligono con un numero infinito di lati.[…] N che tende a infinito”

Troviamo in questa descrizione i primi spunti da cui partire nella nostra riflessione:

– La sua circonferenza è un’insieme di punti, identici ed equidistanti dal Centro.

– La distanza tra punto e centro è il raggio;

– la massima distanza tra due punti della circonferenza è il diametro, passante per il centro.

Per non sentirci i nuovi inventori dell’acqua calda dobbiamo iniziare a scendere un po‘ più in profondità, immergerci pian piano nella figura creando qualche collegamento in più:

la circonferenza esiste solo nel momento in cui una serie identica di punti identici, che distano dal centro e si proiettano ad esso in identico modo, si uniscono a formare una linea continua e curva (volevo dire continua, curva e identica ma sembrava ripetitivo..) all’interno della quale non riusciamo più a distinguere l’inizio e la fine; inizio e fine che si concatenano e divengono ogni punto stesso della circonferenza. Non c’è direzione, non c’è orientamento ma allo stesso tempo sono presenti infinite direzioni che si intrecciano in infiniti diametri.

Ogni punto sulla circonferenza (che è inizio, è fine ed è ogni altro punto), viene originato ed emanato dal centro, di cui ne è la proiezione e la manifestazione.

Il centro del cerchio diventa così il “motore immobile” attorno al quale tutto gira e a cui tutto guarda, è l’origine che ha generato ed emanato da sé la figura stessa e che ha tracciato l’insieme degli infiniti e possibili percorsi che lo collegano ad ogni punto della circonferenza.

Cosa centra tutto questo con la pratica esoterica? Per capirlo dobbiamo provare a paragonare questa apparentemente semplice figura a qualcosa. Scopriremo cosi di trovarci di fronte ad una metafora della vita stessa. La circonferenza diviene l’insieme infinito di persone che si proiettano e cercano il loro individuale ma pur sempre preciso percorso, per raggiungere nuovamente il fulcro che li ha generati e di nuovo tornare alla circonferenza, in un moto infinito e costante. Il centro del nostro cerchio si trasforma in rappresentazione simbolica dell‘origine; sia essa intesa come Verità, obbiettivo, fede, conoscenza, crescita, l’Uno, Dio/gli Dei o semplicemente i nostri interessi e le nostre curiosità.

Se ora volessimo essere pignoli e riprendere nuovamente a speculare sulla figura, potremmo inoltre soffermarci sull’impossibilità di calcolarne precisamente l’area poiché tale calcolo si serve di un numero dalla periodicità infinita (π). Arriveremo a scoprire il perché il cerchio sia ritenuto la sintesi grafica del mondo razionale incapace di spiegare e comprendere perfettamente il mondo irrazionale, divenendo la metafora della continua ricerca dell’uomo di definire un qualcosa che non può essere spiegato fino in fondo; è la chiave d’accesso al mondo metafisico, eterno ed inafferrabile.

 Abbiamo scoperto dunque servendoci della geometria che il cerchio, per la sua forma uniforme, priva di spigoli, con assoluta assenza di opposizioni (come in alto così in basso … ) si traduce in armonia, eguaglianza di principi, circolarità (tempo), completezza e diviene sinonimo del percorso umano di crescita e sviluppo.

 

E’ oltremodo risaputo però che il primitivo uomo paleolitico, chiaramente un po’ digiuno di scienze matematiche, non si affidasse alle definizioni dello Zingarelli per scoprire la forza intrinseca dei simboli.

Nella cultura dei popoli naturali, la ciclicità era riconosciuta come caratteristica principale dell’universo stesso e di tutta la vita in esso contenuta. La natura veniva sperimentata nel suo ripetersi delle stagioni, nel movimento circolare degli astri celesti, nell’alternarsi del giorno e della notte ed il sole, di cui il cerchio e la spirale ne erano le più perfette rappresentazioni, esisteva come massima espressione della vita (poiché la sua luce fa germogliare le piante), dell’amore (calore umano paragonato al calore solare), della bellezza e verità (la luce che illumina donando conoscenza). Il cerchio, come simbolo del cielo, iniziò quindi a dar forma all’idea di tempo, visto anch’esso come una serie di momenti uguali tra loro ed in successione, assumendo via via connotati di eternità e perfezione, incarnando quindi le differenze tra ciò che è spirituale e ciò che invece è materiale e terreno (cerchio vs quadrato). Poiché il tempo ed il sole erano inoltre fonte di maturazione, crescita, conoscenza, ne venne affiancato anche il significato di prosperità.

Per il suo simbolismo e l’importanza attribuitagli iniziò ad essere impiegato non solo nelle incisioni e raffigurazioni religiose ma anche nella costruzione dei templi (si dice che lo stesso tempio di Apollo degli Iperborei fosse circolare), così come ad esempio nella disposizione degli accampamenti (basti pensare alle tribù indiane ed alle loro stesse tende con base circolare). Tutto ciò che per necessità doveva essere protetto, capito, posseduto, definito, veniva dunque circoscritto (si pensi ai recinti attorno alle proprietà, alle benedizioni recitate percorrendo in cerchio le proprie terre, alle processioni con le fiaccole attorno al bestiame, i cerchi tracciati attorno alle partorienti o ai malati per proteggerli dalla sventura etc etc); ogni qual volta fosse stato necessario attirare fortuna, crescita, frutti, benefici o conoscenza venivano eseguite danze circolari attorno ad un punto fisso quale un albero, un‘insenatura naturale, un focolare (primo esempio fra tutti sono i numerosi balli attorno ai falò presenti in moltissime culture).

E’ quindi dall’insieme delle idee che racchiude e per le particolari associazioni di cui può vantare che, all’interno della vita pagana, il cerchio pretende il primo scalino della pratica. Poiché è coppa e proiezione della primordiale forma della sfera, Uovo del Mondo, impalpabile e trasparente, uniforme ed indifferenziata, diviene il perfetto contenitore energetico e confine magico atto non solo a proteggere il praticante e conservarne l’energia ma anche ad avvicinare ed unire ciò che è spirituale (cerchio come simbolo di spiritualità) e ciò che è materiale (poiché raffigurazione umana di un concetto inintelligibile).

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La tracciatura del cerchio assume un ruolo fondamentale nella pratica wiccan e poiché risulta estremamente importante assicurarsi che la barriera che ci circonda abbia consistenza e resistenza sufficienti da garantirci protezione mentre entriamo in comunione con le divinità ed ampliamo le nostre percezioni, diviene oltresì importante avere buona conoscenza delle procedure da seguire ed una buona padronanza di sé e delle tecniche per lo sviluppo e l’utilizzo delle energie (vedi meditazione, visualizzazione, proiezione mentale etc)

Necessario o superfluo?

Innanzitutto, sebbene il suo significato sembri finalmente compreso, è giusto chiarire quando la tracciatura/chiusura del cerchio diventa necessaria.

Per molte occasioni può risultare infatti superfluo utilizzare le proprie energie per erigere un tempio a tutela delle proprie azioni e la soluzione più saggia si rivela semplicemente nell’operare in un ambiente dovutamente purificato o dopo aver svolto un buon bagno rituale. Alcune di queste occasioni possono essere ad esempio le pause meditative, di preghiera, le operazioni di divinazione (a meno che non si opti per l’utilizzo di tavole Ouja o per l’invocazione di entità, desiderando quindi tutelarsi e circoscrivere il campo d’azione) per celebrare piccoli riti spontanei o offerte all‘aperto etc

L’abuso infatti, oltre a causare una svalorizzazione dell’operazione stessa, si rivela un inutile spreco energetico.

 

Tipologie di cerchio

A seconda delle necessità è possibile chiudere diversi tipi di Cerchio, evocati servendosi di corrispondenze ed energie in linea con lo scopo stesso del rituale in procinto di compiersi.

Le principali, più generiche e quindi più conosciute tipologie di cerchio sono principalmente due: d’invocazione (normalmente tracciato deosil) e di bando (tracciato widdershin, con luna calante e per riti di bando) ma è inoltre possibile variare la tracciatura a seconda delle necessità, apportando dunque modifiche sull’orientamento (iniziando ad esempio la tracciatura da Sud piuttosto che da Est etc), nella scelta dei Guardiani /Torri /Direzioni /Elementali etc da chiamare, nei simboli utilizzati lungo il perimetro, nel tipo di energia e negli strumenti utilizzati per innalzare le “pareti” etc.

Gen 11, 2010 - Wicca    No Comments

Mafalda… l’educazione!!!

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“Woooooowwooowoooow la tua bacchetta è bellissima!!!!” esclamò Mafalda gettandosi sull’altare, imbracciando lo sventurato arnese e sventolandolo con le movenze di un sbandieratore alla parata nuziale del Re di Spagna … “sfffiuuuufff….fiuuuff…abracadabra sinsalabim!!!! … accipuffolina, anch‘io vorrei che la mia fosse uguale uguale alla tua!!!”.

La povera Amelia non riusciva a sbattere gli occhi .. Un uragano era piombato sul suo altare e lei riusciva solo ad osservarlo incredula, in procinto di sperimentare una prima e violenta crisi epilettico-aggressiva normalmente conosciuta come sindrome del ti-stacco-il-collo-se-non-ti-tieni-le-manine-in-tasca-e-poi-ti-stacco-anche-le-manine-così-non-ti-ci-avvicini-piu‘-nemmeno-per-spolverare….”

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Non vogliatemene a male se me ne esco con questo post ma a volte è davvero liberatorio scrivere anche solo a pochi o a se stessi e fingere che qualcuno possa capire e magari evitare certe cose così … mmmh così … datemi un termine perché stavo per dire “fastidiose“ ma è davvero troppo riduttivo …

È chiaro, Amelia e Mafalda sono personaggi inventati (anche perché dubito che un’ipotetica esistente Amelia avrebbe potuto lasciare in vita la simpaticissima Mafalda per un altro paio di minuti.. 😛 ) ma sebbene sembrino un esempio ironico ed un po‘ estremo, sono una rappresentazione di quello che a volte (se non spesso …) succede nella vita di un aderente alle religioni pagane in decine di modi diversi.

“Eh ma lo sai che ieri ero a casa di Asdrubale e ho scoperto che legge le carte perché gliel’ha insegnato Ermenegilda che è wiccan ma non l’aveva detto a nessuno????” .. e nessuno a preoccuparsi del perché “Ermenegilda” avesse mantenuto il silenzio.

Il motivo di certi “passi falsi”, seppur spesso svolti in buona fede, è da ritrovarsi nella mancanza di conoscenza (o scarsa attenzione) di quelle che sono certe etichette e norme comportamentali che dovrebbero rendere civile e rispettosa la convivenza sia tra persone appartenenti allo stesso culto sia tra persone di culti diversi.

Ecco dunque di seguito una lista di piccoli accorgimenti da tenere quando tu, “piccolo-pagano-in-erba“, decidi di far visita al tuo “amico-pagano-in-erba” o partecipi a qualsivoglia manifestazione pagana e non, pubblica o privata e vuoi davvero evitare che quell’adorabile bacchetta ti venga infilata direttamente da un orecchio all’altro dal primo passante con scarsa pazienza ..

Bene, vediamo di elencarne alcune tanto per cominciare:

Tra le Chiacchere e le Chiacchere e le Chiacchere:

1. Se Ermenegilda ha informato Asdrubale di essere wiccan non vuol dire che abbia il piacere di farlo sapere a chiunque. Rispettate il suo desiderio di confidarsi solamente con determinate e selezionate persone.  Purtroppo esistono al giorno d’oggi ancora molti pregiudizi e persecuzioni (seppur semplicemente verbali) verso molte religioni tra cui la Wicca ed il paganesimo in generale. Non tutti hanno la voglia e la forza di difendersi costantemente ed è giusto lasciar loro la possibilità di mantenere privato il loro credo. Se per errore durante una normale conversazione con amici dovesse “scapparvi” il nome di qualche membro del vostro cerchio o qualche conoscente pagano, informate il diretto interessato.

2. Non fate proselitismo. E’ buona educazione rispondere con cortesia a chi fa domande e si dimostra interessato a conoscere e capire ma non siate eccessivi. Se ti chiedono in cosa credi non cercare di convertire il curioso di turno. Non è necessario. Ogni fede e percorso è meritevole di esser seguito, non ha assolutamente senso cercare di vincere una presunta battaglia santa. Nessuno è detentore della verità assoluta ed ognuno, a suo modo, cerca di avvicinarsi e vivere il divino. Rispettate il cammino e la fede altrui esattamente come volete che sia rispettata la vostra.

3. Quando vi confrontate con altre persone o con i membri del vostro cerchio non vogliate essere a tutti i costi la prima ballerina o il protagonista della puntata. Permettete anche agli altri di parlare, moderate il livello della voce, esprimete le vostre opinioni in modo cortese e rispettoso.

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Dentro e fuori dal cerchio di Amelia:

Se siete invitati a casa di qualcuno per partecipare a qualche festeggiamento, è buona norma tenere a mente qualche piccolo dettaglio:

1. Non presentatevi a mani vuote. Non è una regola pagana, è semplicemente buona educazione.

2. Chi vi invita mette a disposizione la propria casa e spende tempo ed energia nell’organizzare al meglio l’evento quindi siate riconoscenti e disponibili nell’aiutare dove ne avete la possibilità. Questo vuol anche dire rimanere alla fine dei festeggiamenti per dare una mano a ripulire il disordine.

3. Se non conoscete tutte le persone che partecipano, non presentatevi all’ultimo minuto. Eviterete di passare tutto il tempo in disparte, sentendovi a disagio e poco coinvolti. Prima di ogni incontro c’è sempre un po’ di tempo per socializzare. Non fatevelo sfuggire.

4. Non lamentatevi! “io avrei fatto così”, “io avrei detto questo”, “se fossi in te lo sposterei più a destra”.. non è educato e nemmeno piacevole per chi organizza. Se credete di poter fare di meglio organizzate il prossimo incontro a casa vostra così avrete modo di veder tutto disposto secondo i vostri gusti. Nel frattempo, gustatevi la novità invece di borbottare.

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Se invece siete semplicemente andati a trovare Asdrubale ed in uno slancio di buona fede vi mostra il suo altare ed il suo spazio privato:

1. NON TOCCATE NIENTE! A meno che non vi venga espressamente permesso di farlo!! 

2. Anche se il mese scorso vi hanno concesso di maneggiare quelle belle candele votive non vuol dire che possiate toccare ciò che vi pare ogni volta. La “concessione” ha un valore temporale molto breve J

3. Spesso Asdrubale vi vuole troppo bene per dirvi un secco NO quindi tentenna, tituba, ci pensa. Ogni segno di “difficoltà” va interpretato come un NO senza prendersela troppo. Se non vi confida il suo nome d’Arte o non vi mostra le sue rune nuove non è perché non vi stima abbastanza ma semplicemente perché lo ritiene estremamente personale e non desidera condividerlo. Rispettate le scelte altrui.

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Nei dintorni del Noce:

Se partecipate a raduni pubblici e volete che sia una bella esperienza sia per voi che per tutti gli altri, cercate innanzitutto di informarvi dagli organizzatori su cosa è possibile e non è possibile fare e prendete piccoli accorgimenti, ad esempio:

1. Evitate la nudità rituale a meno che non sia espressamente concessa. Poiché spesso partecipano anche famiglie con figli piccoli o ragazzini minorenni è giusto evitare che qualcuno possa sentirsi a disagio.

2. Se dovete fare fotografie chiedete se e cosa è possibile fotografare. Evitate di riprendere persone che non conoscete e che non vi hanno autorizzato a farlo.

3. Spegnete il cellulare durante i rituali!

4. Di nuovo: evitate di lamentarvi! Se c’è qualcosa che non va (come persone che disturbano, litigano o infrangono regole di civile convivenza) fatelo presente agli organizzatori ma se volete solamente brontolare per come è arredato l’altare o per il rinfresco che scarseggia è meglio se impacchettate le vostre cose e tornate a casina vostra. Chi organizza spesso lavora ore e ore gratuitamente occupandosi di decine di dettagli. Cercate di non essere pretenziosi ed eventualmente offritevi volontari per aiutare.

5. Portatevi da casa il necessario per mangiare, dormire e, se lo ritenete indispensabile, i vostri strumenti rituali. Magari evitate bastoni di 6 metri con 500 sonagli o spade a doppio taglio ultra-affilate-sputafuoco perché, oltre a richiedervi il porto d’armi, diventerebbero un po’ ingombranti.

6. Come per ogni festa valgono tutte quelle regoline che vi ha insegnato la mamma come il non disturbare, evita di bere eccessivamente, stai lontano da droghe di qualsiasi tipo, se fumi evita di farlo in prossimità di bambini o non-fumatori etc etc etc. insomma non dimenticarti la buona educazione.

Dic 24, 2009 - Wicca    No Comments

La Legge del Potere

 

Su uno dei primi libri che lessi una decina di anni fa (Scott Cunningham) inciampai in una scaletta di principi comportamentali molto interessante che credo sia doveroso aggiungere a quella serie di “regole” e norme etiche che dovrebbero regolare la vita di ogni praticante Wiccan.

E’ ormai infatti risaputo che, sempre più spesso, la Wicca diventa erroneamente il comun denominatore per giustificare l’interesse di qualcuno verso la magia.

Chiariamo dunque che “Wicca”, sebbene nella pratica possa contemplare lo studio, l’armonizzazione e l’utilizzo di forze naturali (non “sovrannaturali” come molti credono..) non è per forza un sinonimo stretto di “Magia“. La magia non è wicca e la wicca non è magia. Camminano insieme, a volte si incontrano altre si scontrano, ma non sono la stessa cosa.

Esistono decine di “streghe” diverse al giorno d’oggi. Per alcune spiritualità ed energia vanno di pari passo, per altre sono invece concetti separati che nulla hanno da spartire uno con l’altro. Alcune di loro vi diranno che magia è sinonimo di energia, altre che magia è manifestazione degli Dei, altre ancora vi diranno che è una forma di preghiera ed ognuna avrà ragione e tutte avranno torto, la penseranno come voi o forse voi non la vivrete come loro.

Sono tutte streghe? Si è possibile, ma sono tutte wiccan? Qual è la differenza?

La linea che divide una strega da una strega wiccan non sta nella magia, non sta nell’energia, non sta nemmeno nelle definizione che a queste diamo.

La differenza emerge nella consapevolezza con cui innalziamo le mani, il rispetto che riconosciamo a questa sacra manifestazione, è nel modo in cui noi ci rapportiamo a lei.

E’ qui che subentra il comportamento, la riflessione, l’etica, la correttezza. E’ nel nostro modo d’agire che ci riconosciamo come Wiccan.

 

La Legge del Potere

 

– Il Potere non sarà usato per provocare danni, ferire, o controllare gli altri. Ma se dovesse presentarsi la necessità, il Potere sarà usato per proteggere la vostra vita o le vite degli altri. (*)

– Il Potere si usa solo per come indica la necessità.(**)

– Il Potere può essere usato a vostro vantaggio, finché facendo questo non danneggiate altre persone.

– Non è saggio accettare denaro per l’uso del Potere, perché esso controlla velocemente chi lo riceve. (***)

– Non usare il Potere per trarne orgoglio personale, questo atteggiamento scredita e svilisce i misteri della Wicca e della magia. (****)

– Ricorda sempre che il Potere è il dono sacro degli Dei e non dovrebbe mai essere usato male o abusato. (*****)

E questa è la Legge del Potere.

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(*) oltre all’ “offesa” questa prima regola si esprime anche su quelle che sono le magie manipolative come ad esempio le magie d’amore che, per volontà del praticante, vanno ad interferire sulle percezioni altrui danneggiando quindi l’individuo poiché privato del suo diritto decisionale. Non nascondiamoci dietro al “ma io sono innamorato/a quindi lo faccio per il suo e il mio bene”. Questo non solo è sintomo di scarsa riflessione ma dimostra che questa persona non solo non ha capito niente della Wicca e della sacralità attribuita alla persona, ma sta oltretutto vivendo un sentimento egoistico e ossessivo che poco ha da spartire con l‘amore vero.

(**) Riflettiamo un attimo sulla frase. La parola utilizzata è “necessità”, non desiderio! Questo per ricordarci che la magia non è una linea diretta con babbo natale, una ricettina veloce da far ondeggiare assieme ai nostri capricci quotidiani. Va usata nei casi di reale bisogno.

(***) E’ ovviamente possibile chiedere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto del materiale utilizzato come candele, incensi, pietre.

(****) “io ho salvato il mio animale domestico, la mia amica grazie a me ha preso 10 nell’interrogazione e tutti i miei compagni hanno preso la patente di guida con zero errori!! Quindi se hai bisogno chiedi pure che sono un mago al 5 livello!!” …ecco, questo è il senso J

(*****) quest’ultima dritta chiarisce l’origine divina dell’energia; non perché sovrannaturale o appartenente ad entità eteree ma poiché manifestazione sacra all’interno della natura e di noi stessi. Il potere è ciò che di divino è presente in noi. E’ la forza che riconosciamo passandoci il calice di mano in mano dicendo “tu sei la Dea” e “tu sei il Dio” ed è per questo che va soppesata e trattata con la giusta attenzione

Dic 17, 2009 - Wicca    2 Comments

Pozioni della Strega

Ci sono molti rituali pagani che ruotano attorno alla preparazione ed al consumo del thé e spaziano dalla purificazione e celebrazione delle erbe utilizzate, all’incantamento dell’acqua utilizzata.

Preparare infusi e tisane non si riduce al “far colazione” ma diventa un vero e proprio procedimento magico quando questo è attuato con consapevolezza. Un’ottima occasione per rinvigorire e sanare il corpo ed allo stesso tempo celebrare l’unione che il pagano sente con la natura.

Il rituale per la preparazione degli infusi/decotti/thé viene solitamente svolto con l’ausilio di un lume (del colore corrispondente alla tipologia di erbe utilizzate), erbe solitamente coltivate nel giardino “magico”, quindi biologiche, acqua di fonte e si compone generalmente di 3 fasi:

– purificazione e benedizione delle erbe e dell’acqua

– dedicazione del rito;

– ringraziamento dopo aver consumato la bevanda.

Vi posto di seguito qualche composto da provare (senza ovviamente esagerare) ma se ne avete di diversi aggiungeteli pure.

Non ho postato formule o rituali completi per rispettare il cammino di tutti. Sentitevi liberi di utilizzare i vostri o di crearne di nuovi.

 

The’ dell’aura

½ cucchiaio di foglie d’arancia

1 cucchiaio di melissa

1 cucchiaio di semi d’anice

3 cucchiai di thè bancha o Oolong Ti Kuan

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Thè da meditazione

1 parte di tè nero

2 parti di camomilla

2 parti di sambuco (fiori)

½ parte di ibisco

Non zuccherare.

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Per rilassarsi

4 cucchiai da thè di lavanda

4 cucchiai di menta

Addolcire con zucchero o miele

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Per indurre sogni profetici

2 cucchiaini di petali di rosa

1 cucchiaino di camomilla

1 cucchiaino di menta verde

½ cucchiaino di cannella

Se necessario addolcire con miele (non zucchero).

Bere 30 minuti prima di coricarsi.

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Pozione protettiva

1 parte di eucalipto

1 parte e ½ di salvia

½ parte di timo

3 grani di pepe nero

Berne un cucchiaio ogni sabato

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Pozione di purificazione

1 cucchiaio di tè nero

2 cucchiaini di finocchio

1 cucchiaino di valeriana

1 cucchiaino di camomilla

2 cucchiaini di issopo

Da bere prima di svolgere rituali

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Per circondarvi d’amore

3 parti di petali di rosa rossa

3 parti di fiori di lillà

3 bastoncini di cannella

2 parti di menta piperita

Preparare con acqua di fonte, in luna crescente o piena.  Addolcire con miele

Dic 12, 2009 - Wicca    No Comments

Le 13 Colonne della Strega

Le 13 Colonne della Strega

– Concilio delle Streghe Americane, 1974 Minneapolis-

1. Pratichiamo i nostri riti per armonizzarci con il ritmo naturale delle energie vitali segnalato dalle fasi lunari,dalle quattro stagioni e dalle quattro direzioni dello spazio.

2. Siamo consapevoli che la nostra intelligenza ci conferisce una precisa responsabilità nei confronti dell’ambiente.Vogliamo vivere in armonia con la Natura,in un equilibrio ecologico favorevole alla pienezza della vitae della coscienza in una visione evolutiva.

3. Siamo consapevoli dell’esistenza di un potere molto più grande di quello che ci riconoscono le persone comuni. Poiché questo potere è molto più grande di quello che sembra,a volte definiamo questa forza “sovrannaturale”,ma sappiamo che questo potere esiste latente in tutti.

4. Pensiamo che il Potere Creativo dell’Universo si manifesti attraverso la polarità maschile-femminile,che questo Potere Creativo sia presente in tutti e che agisca attraverso le interazioni tra maschio e femmina Non pensiamo che una Polarità sia superiore all’altra,perchè sappiamo che sono reciprocamente complementari.Riteniamo la sessualità una gioia,simbolo ed espressione della Vita.

5. Riconosciamo l’esistenze dei mondi esterni e dei mondi interni,psicologici,chiamati anche Mondo Spirituale,Inconscio Collettivo,Piani Interiori,e così via,e vediamo tra l’interazione tra queste due dimensioni il fondamento dei poteri paranormali e delle operazioni magiche.

6. Non riconosciamo nessuna autorità gerarchica,ma rispettiamo che insegna condividendo che gli altri la sua maggiora conoscenza e saggezza,e siamo riconoscenti verso che si è assunto il compito di guida.

7. Consideriamo la Religione,la Magia e la Saggezza del vivere come un tutt’uno nel modo di vedere il mondo e viverlo:una visione del mondo e una filosofia della vita che chiamiamo Stregoneria o Wicca.

8. Definirsi una “Strega” non rende automaticamente Streghe.La Stregoneria non si eredita e non è una raccolta di titoli,diplomi o iniziazioni.La Strega è colei o colui che controlla le forze dentro se stessi,forze che consentono di vivere bene e con saggezza,senza far del male agli altri e in armonia con la Natura.

9. Riconosciamo che è l’affermazione e la pienezza della vita,nel quadro dell’evoluzione e dello sviluppo della coscienza,che dà senso all’Universo che conosciamo e al nostro ruolo individuale in Esso.

10. L’unica nostra critica nei confronti del Cristianesimo,o di qualunque altra religione o filosofia di vita,è rivolta all’affermazione di queste istituzioni di essere “l’unica verità” e “l’unica via”,al loro disconoscimento della libertà altrui e al tentativo di reprimere le altre pratiche religiose e le altre fedi.

11. Le Streghe non si sentono minacciate dagli studi sulla storia della Stregoneria,sull’origine del loro linguaggio sui vari aspetti delle differenti tradizioni.Ciò che ci interessa è il nostro presente e il nostro futuro.

12. Non accettiamo il concetto di “male assoluto” e non adoriamo nessuna entità simile a quella che la tradizione Cristiana chiama “Satana”o “diavolo”. Non cerchiamo il potere basato sulla sofferenza altrui e non accettiamo l’idea che il beneficio personale si fondi sul toglierlo ad un altro.

13. Collaboriamo con la Natura in tutto ciò che concerne la nostra salute e il nostro benessere.Non essendo legate a nessuna tradizione di altri periodi storici o di altre culture,non siamo in debito di devozione verso nessuna persona e nessun potere che non sia il Divino che si manifesta in noi stessi. Le Streghe accettano e rispettano qualunque insegnamento e tradizione in difesa della vita. Da tutte queste cerchiamo di imparare, condividendo ciò che abbiamo imparato. Non siamo disposte ad accettare chi vuole la distruzione della Wicca attraverso la ricerca del potere personale,e rifiutiamo le filosofie e le pratiche in contraddizioni con i nostri principi. Pur escludendo i metodi in contraddizione con i nostri, accettiamo qualunque persona che abbia un sincero interesse per le nostre conoscenze e la nostra fede, senza nessuna distinzione di razza, colore, sesso e nazionalità, cultura e abitudini sessuali.

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