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Set 23, 2011 - Feste    2 Comments

Aria d’autunno

 

Autunno, Mabon, zucca, zuppa, castagne, spezie

Arriva l’autunno e, mentre il sole s’attarda a levarsi, l’aria si fa più pesante e solenne.

La sera che già attende all’uscita dall’ufficio, il pigiamino tiepido, la frutta fresca che pian piano lascia spazio ad aromi più intensi e speziati.

Con le prime foglioline rosse che lentamente s’adagiano nel giardino anche il corpo attimo dopo attimo s’assopisce.

Girovaga per la campagna, alla ricerca di frutti e doni, mi sono lentamente lasciata trascinare verso il sogno che s’avvicina.

Noci, nocciole, castagne matte o assennate, ghiande, pigne e pinoli, patate, zucche e carotine, dai colori caldi e terreni.

Un cestino profumato di terra umida e fresca che ora corona la cucina.

Ho pensato a qualche ricettina profumosa per accogliere questo settembre ancora un po’ incerto e altalenante. Sebbene sempre restia al freddo, inizio a sentire il bisogno del quieto silenzio, delle pungenti nebbioline del mattino e delle prime copertine di pile sulle gambe sorseggiando il thè.

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ZUPPA d’Autunno con CASTAGNE E ZENZERO per 4 persone

E’ una ricettina che mi accompagna nelle giornate di riflessione. Resta accovacciata in cucina tutto il giorno, inebriando l’aria ed i pensieri.

  • 400g di castagne secche

  • 2 cipolle bianche oppure 2 / 3 porri

  • 1 spicchio d’aglio

  • circa 3cm di radice di zenzero

  • 1 chiodo di garofano (facoltativo)

  • olio extravergine d’oliva – 4 cucchiai

  • 1/2 bicchiere di latte intero

  • sale e pepe q. b.

  • circa 1/2 litro d’acqua o brodo vegetale

Preparare le castagne mettendole in ammollo la mattina, in acqua tiepida, per circa 10 ore, in modo che siano pronte la sera, qualche ora prima di cena e quindi in tempo per permettervi di preparare la zuppa.

Rosolare in 4 cucchiai d’olio e.v.o. le cipolle (o i porri) tritate finemente. Quando iniziano ad imbrunire aggiungere lo spicchio d’aglio (sempre ben tritato) e lo zenzero a piccoli cubetti.

In ultimo le castagne sgocciolate e mollicciose.

Coprire con il mezzo bicchiere di latte e l’acqua (o brodo) e far cuocere per un paio d’ore.

Se la zuppa raddensa troppo stemperarla aggiungendo un altro po’ di latte.

Una decina di minuti prima di aver ultimato la cottura, passate il tutto con il frullatore ad immersione, poi salate e pepate. Potete lasciar cadere un chiodino di garofano nella pentola per rimuoverlo al momento di servire.

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ZUPPA SPEZIATA per 4 persone

  • 1 patata

  • 50g di formaggio grana grattuggiato (o pecorino)

  • 10 fette di pane bianco (tipo pane per toast)

  • 1 chiodo di garofano

  • un pizzico di cannella

  • un pizzico di zenzero

  • un pizzico di noce moscata

  • un rametto di timo fresco

  • 4 o 5 foglioline di salvia

  • olio extravergine d’oliva

  • sale e pepe q.b.

  • 1 litro d’acqua

  • panna da cucina (2 cucchiai)

Unire al litro d’acqua nella casseruola (meglio se di terracotta) le spezie raccolte (chiodo di garofano, cannella, zenzero, noce moscata, timo e salvia), la patata tagliata a piccoli dadini ed un paio di cucchiai d’olio e.v.o.

Portare ad ebollizione, poi salare e pepare.

Nel frattempo tostare su una placca da forno (o nel fornotto) le fette di pane fino a dorarle bene.

Dopo mezz’ora di cottura aggiungere le fette di pane ed il formaggio alla zuppa. Attendere qualche minuto e frullare tutto con un passaverdure.

Mantecare la crema con i due cucchiai di panna e servire con crostini naturali o all’olio d’oliva.

Dic 8, 2010 - Feste    2 Comments

Feste – 8 Dicembre

8 Dicembre tra tradizioni magiche e profane

E’ difficile ai giorni nostri notare le immagini e le simbologie che si celano dietro alle ricorrenze che ci vengono proposte dalla fede e dalla cultura dominante che freme tutto attorno a noi ma, soffermandoci un pochino ad analizzare la storia che ci precede potremmo sorprenderci ad inciampare in diverse ed interessanti tradizioni che svelano il nostro arcaico patrimonio culturale.

Al tempo dei nostri predecessori romani, l’8 dicembre cadeva un’importante festività che celebrava l’anniversario della nascita del tempio di Tiberinus (o Fater Tiberinus) sull’isola Tiberina.

La leggenda racconta che Tiberio, figlio di Giano e Giuturna, descritto da Virgilio come un vecchio dio canuto e dal capo ornato di corna, cadde per impudenza nel Tevere ove malauguratamente annegò donando il suo nome al fiume.

Il suo spirito si trasferì nelle acque stesse, ove riversò la sua rabbia e violenza rendendone il corso tortuoso ed impetuoso, insofferrente a qualsiasi legame e costrizione.

Ecco dunque che i Tiberinalia fungevano da cerimonie per la purificazione e benedizione delle acque e delle sorgenti, nella speranza di mantenere pacifico il rapporto con lo spirito che le abitava.

In Grecia invece si svolgevano le processioni e festeggiamenti in onore della dea Dike (o Astrea), figlia di Zeus e Tami, conosciuta come una delle tre Ore (Eunomie, Dike e Eirenie) vergine protettrice della giustizia, dei tribunali ed inflessibile punitrice dei delitti.

Anche per l’ Egitto l’8 dicembre era giorno di festa, dedicato questa volta a Nieth di Sais, dea guerriera raffigurata con arco e frecce, protettrice della caccia ma anche della morte. Da greci e romani venne assimilata ed identificata in Diana ed Atena.

Una tradizione millenaria giunta fino ai giorni nostri dall’età pre-romantica sembra essere la Notte dei Faugni (dai rituali pagani Fauni Ignis) che si svolge ogni anno all’alba dell’8 dicembre e vede la città di Atri (Provincia di Teramo) coinvolta nell’accensione di falò ed alti fasci di canne che vengono poi portati in processione per le vie della città in una sorta di rito propiziatorio atto a purificare (attraverso il fuoco accompagnato da canti, musica e “chiasso”) il paese ed ogni suo abitante

La Festa d’inverno dei 4 Elementi.

Le streghe moderne vivono in questo giorno una delle festività minori del calendario pagano, la seconda dell’anno collegata agli elementi ed al loro importante ruolo nella vita e nella filosofia magica.

Abituati a darli per scontati spesso ci dimentichiamo di riconoscere la loro presenza in ogni cosa che ci circonda. Questo giorno ci viene quindi in aiuto per rinfrescare nuovamente la nostra consapevolezza ed intensificare il nostro legame con le loro energie.

Non servono grandi rituali o elaborate cerimonie; prendetevi un momento per riflettere e una pausa per meditare.

Potreste preparare un piccolo altare all’aperto (freddo, pioggia, neve o gelo permettendo) ed allestirlo solamente con simboli ed oggetti legati ad ogni direzione.

Usate doni della natura (piante, fiori, conchiglie etc) o create voi i simboli da utilizzare (gnomi intagliati nel legno o trecce di paglia per il nord, una piccola fontanella con pietre di fiume per l’ovest, create composizioni di girandole, piume, sinfonie musicali per l’est, un falò o nuove candele per il sud). Servitevi dei colori tradizionali delle direzioni.

Chiudete il cerchio e soffermatevi al suo interno per meditare sul ruolo degli elementali nella vostra vita, riconoscete la loro presenza in voi e attorno a voi. Invitateli a raggiungervi attorno al cerchio e chiedete loro consigli ed aiuto nel comprendere i misteri che custodiscono, fate loro un offerta o mostrate loro ciò che avete creato perché lo infondano di energia.

E’ un ottimo momento per chiedere la benedizione dei vostri strumenti a seconda dell’elemento a cui sono collegati. Congedate poi i Guardiani ed aprite il cerchio.

Un altro bellissimo modo per festeggiare è preparando un piatto speciale (o il vostro preferito) per onorare questo giorno. Niente meglio del cibo svela il mistero della loro fondamentale e universale presenza all’interno della nostra vita.

In alternativa preparatevi un bel bagno caldo con un pugnetto di sale (o erbe profumate) ed allestite il bagno con qualche candela ed un cono di incenso. Durante il bagno cercate di visualizzare gli elementi raccolti intorno a voi ed utilizzatene le energie per purificarvi.

Nov 1, 2010 - Feste    3 Comments

Samhain

Ce l’ho fatta! Dopo 2 settimane non-stop nel preparare salse, impasti e decorazioni, la cena di Samhain è stata un successone!

Nove invitati strafogati di cibo e mille zucche dai faccioni simpatici a rallegrare un po’ gli animi di tutti.

Casa mia ieri sera aveva un look totalmente nuovo e delizioso.

Il menù al 100% zuccoso che mi ha richiesto ben due giorni di guerriglie ai fornelli ha fortunatamente soddisfatto tutti i palati, inaspettatamente anche quelli più “sofisticati“. Peccato solo per il tempo “da lupi”. Alle 3 di questa mattina infatti, le zuccone sparpagliate per il giardino erano completamente ricoperte di chiocciole. Sicuramente una serataccia per loro (e una mattinataccia per me che l’ho passata a staccarle e liberarle in campagna.. ).

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Devo ammetterlo, è sempre un po’ triste dover mescolare le proprie tradizioni e credenze con l’immagine importata della festa che si vuol celebrare; solamente per non sollevare polemiche, sguardi inquisitori, commenti inopportuni o pregiudizi da parte delle persone che non conoscono il significato che attribuisci a quel momento. Fortunatamente però quest’anno tra gli eretici invitati c’è stato anche chi, avendo una vaga idea delle mie credenze, ha pensato di farsi una piccola cultura in merito. Sicuramente non in modo approfondito ma perlomeno a sufficienza per farmi gli auguri per il nuovo inizio. Sussurrati ed inaspettati, sono stati una gioia enorme ed impagabile!

Ma tornando al dunque, ecco qui di seguito il menù di questo capodanno colorato! (Non vedevo l’ora di postare le fotine!!)

Antipasto di spiedini di mozzarelle-ciliegia ed olive nere (molto decoratinosi … anche se le foto “finali” adagiate nel “sangue” ho dimenticato di farle … ) più crema di zucca e ginger servita con “crostini” di zucca fritta.

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Primo di caramelle di pasta al cacao e ripieno di zucca servite con tris colorato di salse: vaniglia e zafferano, crema di castagne, mousse di rape trifolate.

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Secondo di carne di maiale rosolata su mix di spezie (rosmarino, pepe, maggiorana ed un pizzico di noce moscata), per poi essere adagiata su un letto di polpa di zucca salata e addensata con la besciamella.

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In ultimo bis di dolci.

Tiramisù di zucca, molto stregoso:

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Prima, con formina ritagliata nel cartoncino.

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E dopo. Risultato finale dopo spolverata di cacao amaro.

E ciambella di cioccolato e zucca, da servire con fiocchi di panna montata.DSCN1563.JPGDSCN1615.JPG

Peccato solo che una delle due opere non fosse proprio ad arte … il ciambellotto si è letteralmente spiaccicato nell’estrarlo dalla pentola..

Prima lezione appresa in questi ultimi giorni dell’anno: pay attention, la zucca si spappola facilmente. Ergo: mettere da parte la pentola “con il buco” e passare sempre e solo dal forno!!!

Nessuna tragedia comunque. Una delle invitate infatti, che come da copione non ama presentarsi a mani vuote, ha pensato di aiutarci nell‘ingrasso aggiungendo al carrello dolci un’ennesima e tra l’altro deliziosa(!!) leccornia, fatta con le sue manine sante.

In conclusione, delle 3 torte ce ne siamo pappate solamente due (l’altra mi vergognavo un po’ a servirla..). Ma dato che niente si butta, ho pensato chiaramente di dargli fondo questa mattina! Ottimissima con il caffè!!

Insomma, tutto per il meglio, sebbene oggi il “riporre le ragnatele” mi abbia bruciato 2 ore di esistenza. Dopo tanta fatica è sempre un piccolo trauma togliere gli addobbi.

Felice Samhain a tutti. Pronti per un altro giro di ruota?

Giu 2, 2010 - Feste    4 Comments

Feste – Litha

Fin dai tempi più antichi, i giorni di solstizio (così come quelli equinoziali) erano vissuti come momenti magici poiché sulla soglia tra una stagione e l’altra, sospesi tra due realtà diverse che si annullano e compenetrano, mescolandosi e ricorrendosi per un fondamentale passaggio di testimone e, proprio per questa ragione, erano conosciuti come Porte, “Porta dell’Uomo” quello estivo e “Porta degli Dei” quello invernale.

Il 21 Giugno (Alban Heruin presso i celti) vede dunque compiersi il Solstizio d’Estate, dove il sole culmina allo Zenit (punto più alto della volta celeste) regalandoci la notte più breve dell’anno quando, con così poco tempo per dormire, finiamo per confondere i sogni e la realtà.

Le lunghe ore del giorno concesseci ci permettono di indugiare sulle attività che più preferiamo, di prendere tempo per noi stessi, di recuperare i progetti tralasciati durante l’inverno, di concederci finalmente qualche ora di svago e divertimento in più. E’ il tempo adatto per i pranzi e cene all’aperto cullati dal caldo vento estivo, per organizzare vacanze e rilassarci al sole.

Secondo il moderno calendario pagano, questo giorno è conosciuto come Litha (di probabile origine anglosassone) o Midsummer (Notte di Mezz’Estate) e festeggia il momento di massimo splendore solare, dove il Dio riveste il ruolo di Padre ed inonda la terra dei suoi fertili raggi, regalandoci le prime messi ed i primi raccolti dell‘anno, insegnandoci ad essere grati per ciò che riceviamo e soprattutto a condividere con chi è più sfortunato di noi.

Secondo la tradizione, il piccolo popolo esce in questa notte dal suo nascondiglio; fate ed elfi si rincorrono e giocano nei nostri giardini, lasciano doni davanti alle nostre porte e sono pronti a strizzare l’occhio a chi non teme di incontrarli. I loro passi, leggeri e veloci, ricoprono di magica rugiada le erbe su cui calpestano, rendendo il raccolto effettuato nella Notte di Mezz’Estate il più magico e potente dell’anno. Ma attenzione! Per ogni dono che elargiscono si aspettano una piccola sorpresa in cambio. Non fatevi trovare impreparati!

Ai giorni nostri troviamo riflessi dei festival pagani nella festa cristiana che celebra la natività di S.Giovanni Battista (24 Giugno, la vigilia dell‘”Old Litha“ festeggiato anticamente il 25 Giugno).

I falò tipici delle Feste del Fuoco vengono ancora talvolta accesi per poi essere osservati da lontano (usanza presente in Val Camonica fino a qualche decennio fa e tutt’ora viva invece in Irlanda, così come in Svezia ed Austria), le Ruote infuocate, dette “cidule” vengono lanciate nei campi per attirare la fortuna, ricordare la circolarità della vita e la discesa del Sole verso il periodo buio dell’anno, danze e manifestazioni vengono organizzate attorno ai siti megalitici.

Simboli: Ruota dell’Anno, Fuoco

Divinità: Jack-in-The-Green, Pan, Puck (dal folklore inglese), le divinità Solari, il Dio Padre e la Madre Terra, gli esseri fatati ed il Piccolo Popolo.

Colori: verde, giallo/oro, bianco.

Erbe: caprifoglio, iperico (detto erba di S.Giovanni) verbena, lavanda, rosa, ruta, camomilla.

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Attività ed idee

– Il giorno di Litha è un ottimo momento per rinnovare i propri voti agli Dei o per effettuare il rito di dedicazione.

– Passate del tempo con i vostri animali. Comprate loro un nuovo giocattolo o un dolcetto. Fateli partecipare al vostro rito e ricopriteli di attenzioni. Ogni giorno ci osservano e ci coccolano senza chieder in cambio niente più di una ciotola ed un po’ d’acqua; è il momento di dimostrar loro che fanno parte della famiglia e che la loro presenza ed il loro affetto non sono dati per scontato.

– Non dimenticatevi di raccogliere le erbe che vi serviranno per incensi e lavori magici. Una volta raccolto il necessario ringraziate e lasciate qualcosa in cambio come dolcetti al miele, perline o campanelle.

– La mattina svegliatevi all’alba e raccogliete un po’ di rugiada con un fazzoletto di cotone. Si dice che la rugiada di questa notte ringiovanisca e conservi la bellezza quindi usatela per rinfrescarvi il viso. Salutate poi la nascita del sole brindando con del succo d’arancia.

– Preparate un piccolo falò bruciando legno di quercia e organizzate divertenti danze con gli amici. Una volta estinto il fuoco usate le ceneri come fertilizzante per il vostro giardino o come ingrediente energizzato per incanti di prosperità e purificazione.

– Create amuleti solari protettivi da appendere in casa, regalare o indossare.

– Guardate il sole riflesso nell’acqua di un pozzo ed esprimete un desiderio.

– Dedicatevi al volontariato

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Golosità per Litha

Ruote dei Boschi

Direttamente dall’ortarello della Strega Verde.

– foglie fresche di un mazzetto di ravanelli

– pan carré

– 1 uovo

– maionese

– sale e pepe

– succo di mezzo limone

– 2,5 h di patate novelle

Fate lessare le patate in acqua salata.

Lavare le foglie di ravanello e sbollentarle per un paio di minuti in una pentola a parte, sempre in acqua salata.

Trascorsi i due minuti colare le foglie e triturarle finemente. Quando ben sminuzzate unirvi due cucchiai colmi di maionese ed il succo del limone. Amalgamare bene.

Tagliare il pan carré in formine circolari di almeno 10 cm di diametro. Tostare in forno o in un grill fino a doratura e poi adagiare su un vassoio di portata.

Quando le patate sono cotte e morbide, scolarle, sbucciarle e ridurle a purea. Unirle poi al composto di limone e erbette ed amalgamare, aggiungere il tuorlo d‘uovo. Dovrebbe risultarne una cremina soffice e di un bel verde pastello. (Se il colore è troppo tenue meglio aggiungere altre erbe lesse e tritate)

Disporre la cremina sui crostini.

Tagliare i ravanelli in piccole listine (come fiammiferi) e guarnire i crostini in modo da tracciare con i ravanelli gli 8 raggi della ruota.

Servire come antipasto o aperitivo.

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Ambrosia dei boschi

Una cosa che non manca mai a casa mia nel periodo estivo è l’anguria. Se anche a voi piace provate questa variante veloce e particolare come dessert.

– pan di spagna (va benissimo quello pronto acquistabile al supermercato)

– 1 anguria

– 1 ananas

– 1 vasetto di yogurt bianco (in alternativa yogurt alla banana andrà benissimo)

– miele

Tagliate l’anguria grossolanamente a pezzetti in una ciotola (fatene porzioni un po’ scarse). In una ciotola separata tagliate invece l’ananas a cubetti piccoli.

Raccogliete un po’ del succo che si accumula sul fondo della ciotola ed unitelo al vasetto di yogurt mescolando per bene.

Tagliate il pan di spagna a quadrati di circa 7cm x 7cm e disponeteli uno per piatto. Spalmateli con un cucchiaino scarso della crema ottenuta con lo yogurt ed adagiatevi sopra prima i pezzetti d’anguria e poi qualche cubetto d’ananas. Ricoprire la frutta con un altro cucchiaio di yogurt, questa volta abbondante. Infine aggiungere un filo di miele.

Ripetere per ogni porzione.

Prima di mangiarlo meglio lasciarlo qualche minuto in frigorifero.

Mag 18, 2010 - Feste    4 Comments

Aradia

In occasione del 18 Maggio, festa di Aradia, liberamente tratto da “Aradia, Il Vangelo delle Streghe”.

Il Mito di Aradia*  

Diana amava ardentemente suo fratello Lucifero, il Dio della Luna e del Sole, il Dio della Luce, che tanto andava orgoglioso della propria bellezza e che a cagione di tale orgoglio fu scacciato dal Paradiso.

Diana ebbe sa suo fratello una figlia, alla quale essi diedero il nome di Aradia. 

In quel tempo vi erano sulla terra molti uomini ricchi e molti uomini poveri;  i ricchi rendevano schiavi tutti i poveri.

In quel tempo gli schiavi erano trattati crudelmente: in ogni palazzo regnava la tortura, in ogni castello languivano prigionieri.

Alcuni schiavi fuggirono e si diedero alla macchia: quindi divennero ladri e malfattori. A notte, invece di dormire, essi complottavano evasioni e derubavano i loro padroni e li uccidevano. Così presero dimora tra i monti e foreste come banditi e assassini, al fine di sfuggire alla schiavitù.

Un giorno Diana disse a sua figlia Aradia:

“E’ vero che tu sei uno spirito,

ma sei nata per essere ancora

mortale, e tu devi andare

sulla Terra e far da maestra

a donne e uomini che avranno

volontà di imparare alla tua scuola

che di sortilegio sarà fatta.

Non devi essere come figlia di Caino

ne della razza di coloro che son divenuti,

a causa dei maltrattamenti, scellerati e infami;

come Giudei e Zingari,

tutti ladri e briganti,

tu non diverrai…

E tu sarai la prima delle streghe,

la prima d’esse al mondo conosciuta.

Insegnerai l’arte d’avvelenare

i signori nei loro palazzi,

di legare lo spirito dell’oppressore.

E dove incontri un ricco contadino avaro

insegnerai alle streghe tue discepole

come rovinare il suo raccolto

con tempesta, folgore e baleno,

con grandine e con vento.

Quando un prete t’arrecherà danno

con le sue benedizioni,

danno doppio tu gli renderai

nel mio nome di Diana

regina delle streghe…

Quando nobili e preti vi diranno che

dovete credere nel Padre, nel Figlio

e in Maria, rispondetegli sempre:

Il vostro Dio Padre, suo Figlio e Maria

sono tre diavoli….

Il vero Dio Padre non è il vostro;

ed io sono venuta

a distruggere i malvagi,

a li distruggerò…

Voi poveri patite anche la fame,

e lavorate duramente e spesso

subite la prigionie;

ma possedete un’anima

di gran lunga più buona

e nell’altro mondo conoscerete la gioia;

ma il tormento attende chi vi fece torto!”

Dopo che Aradia ebbe imparato come praticare tutta la stregoneria e come distruggere la razza malvagia degli oppressori, la insegnò alle sue allieve e disse loro:

“Quando io avrò lasciato questo mondo,

di qualsiasi cosa abbisognate,

una volta al mese,

quando la luna è piena,

venite in luogo deserto,

nella selva, tutte insieme,

e adorate adorate lo spirito possente

di mia madre Diana; e colei che voglia

apprendere la stregoneria, e ancor non abbia

penetrato d’essa i più profondi segreti,

mia madre gliel’insegnerà; i segreti

di tutte le cose ancora sconosciute.

E così, dalla schiavitù sarete liberi:

liberi in ogni cosa voi sarete!

E in segno di tale libertà

nudi vi mostrerete, uomini e donne.

E questo fino a quando

l’ultimo degli oppressori non sia morto.

E celebrerete il rito

del cero di Benevento,

estinguendo le luci; […]”

*Charles Godfrey Leland “Aradia, il Vangelo delle Streghe”

Feb 26, 2010 - Feste    5 Comments

Esbat – Febbraio

Luna Piena di Febbraio – 28/02/10 Luna Immacolata (Casta, della Neve)

La luna di febbraio illumina la terra alla vigilia del suo risveglio, quando negli angoli delle campagne ancora giacciono silenziosi gli ultimi strati sottili di neve e ghiaccio, che cominciano a cedere sotto i primi raggi tiepidi di un sole ancora timido.

La luce avvolgente della luna che filtra tra le ultime nebbioline sparse, aiuta dolcemente gli occhi a riadattarsi ai riflessi della primavera. Gli animali sentono il richiamo alla vita e leggermente iniziano ad accelerare i battiti del loro cuore pronti ad abbandonare il sonno dell’inverno. Le gemme raccolgono forza per poter spuntare dai rami; la terra freme del potenziale raccolto mentre noi la credevamo morente e, assieme alle energie che discendono dalla luna, infonde nella nostra coscienza la consapevolezza della possibilità che questa nuova vita alle porte è pronta a lasciar entrare nelle nostre esistenze.

Sebbene tutta questa energia sia pulsante attorno e dentro di noi, prima di poterla lasciar fluire ci viene ricordato che è necessario innanzitutto abbandonare le debolezze e ritrovare stabilità.

La morsa dell’inverno ancora non smette di stringere ma noi iniziamo ad intravedere i primi segni di cedimento.

Il suo passaggio ha ripulito e purificato la natura, mettendo alla prova tutte le creature, selezionando e sacrificando quelle più deboli. La scarsità di cibo e di luce hanno permesso ai nostri corpi riposo e digiuno, forzando a ripulirci dagli eccessi. E ora, proprio come ogni pianta che possa vantare durata nel tempo deve poter far affidamento a radici solide e ben piantate, e poichè come ogni animale che al momento del risveglio stira prima i suoi arti per riacquistare vitalità, anche a noi viene richiesto di ricercare dentro noi stessi il pilastro che possa permetterci di espandere la nostra coscienza nella frenesia della primavera ormai dietro l’angolo.

Dopo i riti di Imbolc che ci hanno permesso di ripulire il nostro corpo, la nostra casa e noi stessi, siamo ora pronti ad ergerci in difesa della delicata vita che spinge con forza per compiersi e realizzarsi.

Ogni nostra attenzione è concentrata nella protezione del nostro ambiente domestico, nella difesa dei nostri progetti, nella tutela della nostra intimità. Le nostre operazioni si indirizzano alla salvaguardia di ciò che ci è più caro, del nostro personale terreno spirituale, reso fertile dal buio inverno. La luna di questo mese ci concede sufficiente luce per spiare nelle profondità delle nostre tenebre personali. Ci prepariamo al tempo della trasformazione.

Idee

– Fate un giretto all’aperto, raccogliete un mazzetto di bucaneve, amaryllis, calle o altri tipici fiori di febbraio che spuntino nel vostro giardino o nelle campagne. Fatene un vasetto per le fate della vostra abitazione e per decorare l’altare per l’Esbat del mese.

– Se tenete delle piantine in vaso, comprate loro una pastiglia concimante, qualcosa che le aiuti a rinvigorire. Per quanto possa sembrare strano è risaputo infatti che le piante possano provare e sentire le emozioni, seppur in modo differente dall’essere umano. Fatele dunque sentire in un ambiente protetto e curato. Intessete con le energie lunari una rima di protezione per loro.

– Per chi avesse intenzione di coltivare un giardino magico, arate il fazzoletto di terra preposto ed utilizzate l’Esbat per purificare e caricare la terra.

– Lavorate con le rune. Lasciatevi insegnare la prossima lezione da apprendere. Estraetene una dal sacchetto ed assorbitene il significato. Scrivetela su un foglietto e meditate sui legami tra il simbolo e la vostra esistenza. Quando pensate di ever colto tutte le informazioni che doveva trasmettervi bruciate il foglietto nel calderone. Spargete le ceneri all’aperto.

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