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Dic 1, 2010 - Aylwyn    No Comments

Un divano vuoto..

“Give to all of us gather here tonight

the strength to remember that life is so very fragile.

We’re all vulnerable and we will all in some point of our lifes fall.. we will all fall….

We must carry this in our hearts:

that what we have is special and that it can be taken from us..

and when it is taken from us we will be tested,

we will be tested to our very souls….” [F.N.L]

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Non ci sono parole per descrivere il dolore che lasci..

Un divano vuoto.. un letto troppo freddo.. un biscotto in più alla mattina che non può essere condiviso..

Il ricordo di mezza vita passata a coccolarci..

 

Nov 21, 2010 - Aylwyn    No Comments

Non mi interessa

“Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore,
per i sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore,
il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e, non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni
se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all’argento di una luna piena: SI!

Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.
Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me, e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti. ”

 

Set 17, 2010 - Aylwyn    2 Comments

Càpita..

 

Il mondo è strano, un po’ quanto i suoi abitanti.

E quando non sai come decifrarlo capita che un po’ di quei famosi “5 minuti” si ripresentino malefici per svariate volte nelle tue giornate.

Forse non sono ancora pronta per l’inverno.. Non sono pronta se questo vuol dire lasciarsi alle spalle il calore del sole e la libertà di un paio di sandali comodi.

E poi il mio bambino sta di nuovo male.

È capitato. Perché succede così, succede che le cose capitino. Quindi è capitato e ora sta proprio male. E io non ero pronta. Non ero pronta a trovarmi di nuovo con l’acqua alla gola, con il fiato corto la sera, con l’ansia di svegliarmi e non trovarlo, con poco tempo da dedicargli.

E se questo non bastasse doveva capitare che assieme a lui anche mia madre stesse male. Perché si sa che le cose accadono in sincronia e vanno sempre a posarsi dalla stessa parte della bilancia. Se ci fosse più parvenza d’equilibrio forse il mondo non sembrerebbe poi tanto strano, no?

E così ho sempre meno tempo. Meno tempo per me, meno tempo per organizzare la partenza, meno tempo per sistemare quello che deve essere sistemato e soprattutto meno tempo per debellare i sempre più pressanti pensieri pessimi che si annidano da ogni parte.

Insomma, parto lunedì con un solo paio di jeans e mi sento più che stupida nel preoccuparmene proprio oggi, mentre mia madre si lascia sbucazzare da medici maniscalchi e il mio bambino si consuma lentamente attaccato ad una flebo.

Eppure parto e guarda caso no, non mi sento pronta. A lasciar che le cose accadano mentre io non sono presente per poterle fissare con sguardo talmente minaccioso da farle retrocedere. Perché ebbene sì, lo sguardo cattivo a volte mi riesce alla perfezione.

Se non bastasse il calendario fra pochi giorni segnerà Mabon. Quasi tempo di secondo raccolto; momento di equilibrio e d’abbondanza dicono.. sebbene il nero dell’inverno sia ormai all’orizzonte pronto a ricoprire tutto ciò che raggiunge..

No, credo di non essere pronta nemmeno per Mabon.. Festeggiarlo a Las Vegas poi sembra quasi un insulto.. Non so nemmeno se ci sia un Inverno nel deserto. Un inverno che possa essere definito tale.

Non lo so, non mi serve il raccolto ora, non sono pronta per tirare le somme..

Datemi qualche pacchetto di fruitjoys, ci penso quando ritorno.

Ago 25, 2010 - Aylwyn    2 Comments

Vacanze

Sono in ritardo. Un po’ con tutto. In ritardo con l’aggiornamento del blog, in ritardo per organizzare le vacanze, per prenotare il ristorante di stasera (tutto pieno signorina, tutto pieno già da tre giorni..), in ritardo nel comprare l’occorrente per le imminenti fiere all’estero, addirittura in ritardo nel pagare le bollette.. Ecco spiegata l’ “insolita” impossibilità di collegarsi ad internet subentrata nelle ultime 2 settimane …. Ci saranno problemi di ricezione, si sarà rotto il modem, i ragni avranno traslocato tra i fili … eh no cara la miamammasantissima, “credo sia una questione amministrativa” blatera l’impertinente centralinista, saccente lei, perché dotata di connessione.. “Amministrativa?? Nossignore!” balbetto con scarsa convinzione aggrappandomi alla sedia nel tentativo di reprimere uno scatto d’ira e sconforto subentrato dopo le 15 ore non stop in ufficio. E invece no … aveva sentenziato bene la Janine-di-noi-altri.. Era scaduta tipo da giugno …e che sarà mai..

Insomma, in questi giorni ne ho combinate di ogni; fughe notturne, spese folli su bol, saccheggio di peperoni nell’orticello del vecchietto a cui lascio in prestito un “fazzoletto di terra”, catalogazione ed archiviazione di decine di desideri gentilmente presi in carica dalle stelline del 10 Agosto, vittoriosa ma complicata lotta per svuotare casa dall’acqua colata dal soffitto nell’ultimo giorno di burrasca estiva, fino ai 45 vasetti di marmellata di susine e 10 di fichi.. Ho ufficialmente salvato il paese dalla carenza di zuccheri; non c’è vicino che nell’ incrociarmi per strada non cerchi di esorcizzarmi, ruotando gli occhi terrorizzato dalla possibilità che abbia con me un altro set di vasetti in regalo.. perchè io mangio solo quella di fragole..

Ho addirittura scoperto che trasmettono Sailor Moon alle 5 del pomeriggio! Appuntamento imperdibile in questi ultimi giorni di nullafacenza.

E con tutto questo gran da fare mi sono praticamente scordata di tutto il resto, bollette comprese purtroppo.

Sono ufficialmente vacanze sensazionali…

Ieri sera luna stupenda, talmente tanta luce da sembrar quasi l’alba. Campagna argentata, cielo limpido, sottofondo di grilli e cicale, gatti appollaiati sulle aiuole intenti a prender la tintarella e far luccicare i loro enormi occhioni gialli. Serata perfetta per ricaricare monili e pietruzzole varie. Ne ho approfittato per “ripulire” anche casa, sia mai che il fantasmino dispettoso decida finalmente di cambiare aria e farsi una vita tutta sua.

Volevo postare qualcosa in merito a quest’ultima luna ma ehm, sono in ritardo … l’avevo già detto?

Farò il possibile per rifarmi nei prossimi giorni prima di partire per la Germania.

Ma comunque … voglio Topolino gigante!!

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Giu 20, 2010 - Aylwyn    4 Comments

Aria di Trasferta

Devo fare le valigie … lo dico da 2 giorni ma non ho il coraggio di cominciare.. Perché fare le valigie è psicologicamente immergersi nell’idea di partire e io sinceramente ho zero voglia di farlo.

Il tempo di questi giorni inoltre non aiuta. Avvicinarsi all’estate con un clima d’autunno è un ottimo deterrente allo sviluppo di nuove idee.

In più c’è l’Italia che gioca tra meno di 2 ore. Mood da tifosa, piuttosto che da trasfertista; non posso mettermi alla ricerca di dentifricio e calzini quando la ciurma si riunisce a sbandierare.

E chi festeggia Litha per me? Mi raccogliete le erbette dal giardino? Perché dai è assurdo passare mesi a curarle per poi essere lontani da casa proprio al momento di raccoglierle! E poi mi perdo tutte le fate quest’anno, ecco perché non ho voglia di partire..

Va bene, va bene, prima tappa: tricolore a Treviso. Posso farcela, solo 10 giorni.

Nel frattempo vi lascio gli auguri per domani e, se non avete un cavolo da fare, passate a trovarmi, vi allungo gli ingressi gratuiti.

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Mag 2, 2010 - Aylwyn    No Comments

When the going gets tough…

Carica come il fucile da softair, non di pallini però, piuttosto di propositi da portare a termine. E nella speranza che non finiscano sull’armadio della strega come il povero puzzle di Yule mi ritrovo armata di pennelli, guanti, pentole, stancils e rastrelli ad affrontare le interperie e creare la nuova moda del “fa-tutto-quello-che-hai-lasciato-in-sospeso-negli-ultimi-sei-mesi-perché-ti-restano-solo-3-giorni-di-ferie”.

Ammetto però di aver volontariamente tralasciato il “completa puzzle” nella lista. Mi avrebbe consumato sicuramente metà del tempo a disposizione.

Ed è così che mi ritrovo a saettare sulla Folletto-Volante dall’ortarello della brava strega verde, fiorente di ogni leccornia e prelibatezza ma bisognoso di costanti cure, alla riorganizzazione dell’oscura tana del topo, donatami dalla Fata dell’Ovest per sopperire al bisogno di riposo che incombe su ogni befana indaffarata.

E mentre i capelli prendono le sfumature del turchese, lo scotch bi-adesivo si appropria di ogni centimetro dei miei pantaloni, bolle e righelli si intrufolano immancabilmente sotto i piedi della scala da pittore e il pentolame trabocca di intrugli ben poco definiti, i nuovi micini che Beltane mi ha fatto trovare davanti alla porta strillano e si dimenano nello scatolone pretendendo latte caldo e una mamma che perlomeno eviti di calpestarli costantemente. Se iniziassi ad acclamare un kilo di ravanelli a solo 1 euro, avrei chiaramente completato il quadro del mercato contadino.

Tengo la bacchetta in carica ancora un po’ nel vaso dell’Aloe e poi mega combo alla pila di abiti e arnesi da befana, sia mai che riesca almeno ad evitarmi di lavare e spolverare.

Sembro soccombere e invece … riesumo risorse da ogni dove!

Mar 28, 2010 - Aylwyn    1 Comment

Stanca

Troppo stanca.. Come un quadro in tinte cupe.. Stanca di rincorrere motivazioni, spiegazioni e ragioni, stanche pure loro di difendere il diritto del loro nome.. Stanca di ritrovare ogni giorno davanti alla soglia i nuovi lamenti che la sorte vi deposita..

E mentre tutto urla e non da tregua io vorrei solo trovare un angolo e fermarmi a piangere.. Spegnere la luce per un attimo sufficiente a sfogare la mia anima stanca.. Vorrei avere la paradossale forza di concedermi debolezza e piangere questa delusione così tagliente

… e vorrei poter cedere sotto il tremore delle mani incapaci di afferrare la soluzione ai miei problemi, nella speranza che la forza che nel bisogno sanno sprigionare possa per una volta salvare la mia di vita e non solo quella degli altri.. Vorrei che non esistesse una morale vincolante, che il cielo chiudesse un occhio e coprisse il mio cedimento ..

E’ uno di quei giorni in cui la realtà ti costringe a svegliarti ed accettare la tua inerzia davanti all’ingiustizia; perché non puoi ribellarti senza ricevere il doppio della dose.. E non puoi dunque che chinare la testa, rinchiudere l’istinto in un cassetto e deglutire con forza la rabbia in fondo allo stomaco.. lo stesso boccone amaro di sempre.

Non so quanti “perché” siano affiorati alle labbra negli ultimi giorni ma più cerco una ragione e più ne trovo gratuita cattiveria ed insoddisfazione.

Si, forse è vero, è inutile ribellarsi .. non è altro che polemica sterile, seminare sull’asfalto ed attendere che germogli..

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