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Apr 27, 2011 - Aylwyn    1 Comment

Menzogne

“Hai mai visto il Nulla, figliolo?”
“Si, più di una volta.”
“E com’è?”
“E’ come se si fosse ciechi.”
“Bene. E quando ci siete caduti dentro, vi rimane addosso, il Nulla. Siete come una malattia contagiosa, che rende gli uomini ciechi, così che non distinguano più l’apparenza dalla realtà. Sai come vi chiamano laggiù?”
“No”, mormorò Atreiu.
“Menzongne!” abbaiò Mork.

Atreiu scosse la testa. Le labbra gli si erano sbiancate, come se tutto il sangue lo avesse abbandonato.
“Come può essere?”

Mork se la godeva un mondo dello spavento di Atreiu. Era evidente che quella conversazione lo rianimava. Dopo un po’ proseguì:
“Che cosa sei laggiù, mi domandi? Ma che cosa sei qui? Che cosa siete dopotutto, voi abitanti di Fantàsia? Chimere, visioni fantastiche, immagini di fantasia, invenzioni del regno della poesia, personaggi di una storia senza fine! O forse che tu ti ritieni realtà, figliolo? Be’ si, certo, qui nel tuo mondo lo sei. Ma una volta che sei passato attraverso il Nulla, non lo sei più. Allora diventi irriconoscibile. Allora sei in un mondo diverso. Laggiù non avete più alcuna somiglianza con voi stessi. Voi portate nel mondo degli uomini accecamento ed illusione. Indovina un po’, figliolo, che fine fanno tutti gli abitanti della Città dei Fantasmi che si sono gettati nel Nulla?”
“Non lo so”, balbettò Atreiu.
“Diventano manìe, idee fisse nella mente degli uomini; immagini d’angoscia, là dove non c’è motivo d’angoscia; idee di disperazione, là dove non c’è ragione di disperarsi; desiderio di cose che poi li fanno ammalare.”
“Diventiamo tutti così?” domandò Atreiu terrorizzato.
“No”, rettificò Mork, “ci sono molte forme diverse di illusione e di follia: a seconda di quello che siete stati di qua, belli o brutti, stupidi o intelligenti, diventate di là menzogne belle o brutte, stupide o intelligenti.”
“E io”, domandò Atreiu, “Che cosa diventerò io?”
Mork sogghignò.
“Questo non te lo dico, bimbo mio bello. Lo vedrai da te. O meglio, non lo vedrai, perchè tu non sarai più tu.”

Atreiu rimase in silenzio, fissando il Lupo Mannaro con occhi sbarrati.
Mork proseguì:
“Per questo gli uomini odiano e temono Fantàsia e tutto ciò che viene di quà. Vogliono distruggerlo. E non sanno che in tal modo fanno accrescere il flusso di menzogne che si rovescia incessantemente nel mondo degli uomini, questo fiume di creature di Fantàsia diventate irriconoscibili, che laggiù devono condurre l’illusoria esistenza di cadaveri viventi e avvelenano l’animo degli uomini con il loro puzzo di putredine. Non lo sanno. Non è divertente?”
“E la non c’è più nessuno”, domandò Atreiu a bassa voce, “che non ci odii e non ci tema?”
“Io comunque non ne conosco nessuno”, rispose Mork, “e questo d’altronde non è neppure sorprendente, dal momento che voi stessi laggiù siete costretti a far credere agli uomini che Fantàsia non esiste.”
“Che Fantàsia non esiste?” ripetè Atreiu sconvolto.

“Ma certo, figliolo”, rispose Mork, “questa è anzi la cosa principale. Non riesci a capirlo? Solo se credono che Fantàsia non esiste, non viene loro l’idea di venirvi a cercare. E tutto dipende da questo, perchè solo se non vi conoscono per quello che siete veramente si può fare di loro quello che si vuole.”

“Cosa… fare di loro cosa?”
“Tutto quello che si vuole. Si ha il potere su di loro. E nulla dà maggior potere sugli uomini che la menzogna. Perchè gli uomini, figliolo, vivono di idee. E quelle si possono guidare come si vuole. Questo potere è l’unico che conti veramente. […]”

“Ma io non voglio aver parte del potere!”, gridò Atreiu.
“Resta calmo, piccolo sciocco”, brontolò il Lupo Mannaro. “Non appena verrà il tuo turno di saltare nel Nulla, diventerai anche tu un servo del potere, senza volontà e irriconoscibile. Chi lo sa per cosa potrai servire. Forse servirà il tuo aiuto per indurre gli uomini a comperare cose di cui non hanno bisogno, o a odiare cose che non conoscono, o a credere cose che li rendono ubbidienti, o a dubitare di cose che li potrebbero salvare. Con voi, creature di Fantàsia, nel mondo degli uomini si fanno i più grossi affari, si scatenano guerre, si fondano imperi…”
Mork osservò per un momento il ragazzo a occhi socchiusi e poi aggiunse:
“Là ci sono anche una quantità di poveri sciocchi (che naturalmente si considerano molto intelligenti e credono di servire la verità), zelantissimi nel convincere i bambini a non credere all’esistenza di Fantasia. Chissà, forse sarai utile proprio a loro”.

Atreiu se ne stava lì a capo chino.
Ora sapeva perchè nessuno degli uomini voleva più venire in Fantàsia e perchè nessuno sarebbe venuto a dare nomi nuovi all’Infanta Imperatrice. Quanto più la distruzione dilagava in Fantàsia, tanto più imponente diventava il flusso della menzogna nel mondo degli uomini, e proprio in tal modo, a ogni minuto che passava, svaniva sempre più la possibilità che un figlio dell’uomo venisse. Era un diabolico circolo vizioso, dal quale non c’era via d’uscita. Ora Atreiu lo sapeva.

La Storia Infinita – Michael Ende

Menzogneultima modifica: 2011-04-27T22:26:00+00:00da aylwyn-opalmyst
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