VerdanaVerdana La Strega di Velluto |
mar 9, 2016 - Attualità, Grimorio, Wicca    No Comments

Il Laboratorio Verde

Laboratorio libro

Ci avviciniamo a passi svelti verso la primavera.

I prati riacquistano pian piano un colore brillante, i germogli fanno capolino dalla terra umida, i primi sfacciati fiori dipingono di colore e luce i giardini spogli dall’inverno.

Proprio come il contadino pronto a seminare per il prossimo anno, anche le streghe aprono l’armadio, controllano le provviste e programmano la nuova raccolta.
Artiglio di Drago, Code di Lucertola, Bocca di Vipera… è tempo di ritrovare sul grimorio gli antichi nomi magici e rinfoltire i vasi delle erbe.

Il Forum di Vivere Wicca quest’anno vi propone dunque di accogliere la nuova stagione con un piccolo laboratorio verde, dedicato alla riscoperta delle proprietà e dell’utilizzo mondano e magico delle erbe, delle piante e delle spezie con la speranza, alla fine, di lasciarvi un pizzico in più di dimestichezza e di conoscenze.

QUANDO SI SVOLGE:

Il Laboratorio inizierà verso il 15 Marzo 2016 e si protrarrà fino all’estate – chiusura più tardiva al 20 Giugno 2016. La Natura non ha fretta. Nemmeno noi.

 

COME PARTECIPARE:

Per partecipare sarà necessaria l’adesione formale da indicare nel modulo di partecipazione che trovate in fondo al link di presentazione dell’attività.

All’interno del modulo vi verrà inoltre richiesto di indicare una preferenza di erba da trattare.

Per Ulteriori Informazioni, Visitate il Link: Laboratorio Verde – di Vivere Wicca

Vi aspettiamo!

ott 29, 2012 - Aylwyn    2 Comments

In attesa del riposo..

Un brivido su un foglio di petali.. in attesa di Samhain, della nebbia sulle campagne..

Non è un messaggio d’aiuto, non è un grido di rabbia. Sono parole vuote e silenziose, come la terra umida che piano socchiude gli occhi e lascia gli uomini a calpestarla, incurante, in attesa del sonno.

Aspetto coperte di pile morbide a scaldare i fardelli sulle spalle. Lasciando il respiro farsi lento, come una nota che sfuma dalle corde.

Non c’è rancore, non c’è più lacrima, solo uno sguardo che vaga qui attorno, sfocato, appannato, senza orizzonti di verde.

Sono servite troppe guerre dichiarate tra lumi e profumi prima di arrivare qui. Una danza di passi incantati tra i fiori della primavera e la pienezza dell’estate. Ma nel buio che sopraggiunge, il freddo obbliga alla resa, perchè si culla nell’aria, come sotto la pelle.

Se mancano cavalieri, quale dama si veste di azzurro velluto è dona il suo pegno? Se gli occhi dell’uomo non brillano, quale conchiglia apre le sue difese alla luminosità delle sue perle?

Arriva la notte, e le figlie della Dama seguono le sue leggi. Intessono foglie in coperte per l’inverno, nascondono i sogni nei cuscini della primavera. Mescolano profumi, speranze e lezioni in inebrianti sieri che assopiscono le membra.

E tutto tace, nei passi cotonati dell’incedere delle ombre. Come in attesa del riposo.. conservando sorrisi nei vasi delle azalee.

lug 5, 2012 - Aylwyn    No Comments

Caramelle al gusto Mare

Vivo un turbine di emozioni in piena, ed onestamente non so più come gestirle.

Ho cataste di volontà deposte davanti a casa, che passano inosservate.

Ho la certezza di essere capace di presentare il mio esserci ma vivo il freddo di un mancato riconoscimento.

E’ come cercare per giorni e mesi di costruire un regalo e non trovare più uno sconosciuto a cui donarlo.

Si, mi lusingano le parole, mi aprono il cuore questi sguardi, l’accondiscendenza, l’unicità e profondità dell’essere onesti senza riserve.. ma i sogni allora? il costruire puzzle di destini che si incastrano?

Non ce la faccio a sentirmi così.. amata forse, ma allontanata, temporanea, non necessaria.

E quando sentiresti di poter urlare l’indispensabile, non ci sono più volti da dipingere dei tuoi toni pastello.

E’ una costante mancanza di qualcosa che c’è, dietro l’angolo, ma vacilla dubbiosa, scostante, accontentandosi meschina di baci rubati, di corpi che si annodano, di attimi illegittimi, temuti.

Ed è come sfuggire da un pasto quando si muore di fame, quando desidereresti solo un sapore morbido a lenire il tuo appetito. E’ una carezza all’anima non concessa, soffocata, tremendamente dolorosa.

Mi sento più sola di prima, perchè ci sei nell’assenza ed io non posso nemmeno sussurrare il tuo nome..

E’ una barbara sfida di silenzi, un mutilare il cuore e la gola con bisogni feriti e taciuti. Un continuo non sentirsi in diritto di sperare, una violenza premeditata al desiderio di crescere.

E se questa è solo l’alba, con quale forza raggiungere il tramonto?

Tremendamente abbandonata a questo silenzio che ora, all’eco delle tue parole, non ho più la forza d’accettare. Non so gioirne così, al nero dei progetti..

E’ una lama che ogni giorno affetta un po’ di queste risa.

 

mag 14, 2012 - Aylwyn    2 Comments

Apnea

In apnea.. ma non fa male sai? L’assenza, voglio dire.

E’ come trattenere il fiato e prender tempo nell’esplorare il fondale.

Pensavo andasse peggio.. quest’attesa. Pensavo fosse come osservare il raffreddarsi dei biscotti implorandone il profumo.. Ed invece no, è silenzio. E’ la solita calma di un giorno con la sua routine. E non spaventa, ti avvolge, ti inibisce.. senza scossoni di scelte repentine.

Mi ha lasciato stanca tutto questo martellare di concetti. Come una camera iperbarica improvvisa.

Quest’apnea ora.. porta equilibrio.

C’è una lista qui, scritta dai sensi. E’ un elenco improvvisato di quello che potrei, se riuscissi. E’ una ricetta di possibilità, un videogame a livelli. Per chi è abile e regge il gioco. Scaltro, calcolatore. Ma nella calma di questi giorni non riesco in nulla se non nel contemplarla. Non mia, non palpitante.. in apnea.

E’ un male questo silenzio? Il non sbattere i piedi in attesa dell’alba? Rintanarsi al calduccio ignorando il dover decidere? E’ solo che, questa calma, giunge conosciuta, addomesticabile, familiare.. La so gestire, nell’esserci solo io ..

Eppure ho tutto, seppur sia niente. Se non attesa, elemosina di un cenno.

Ed allo sfinimento di una giornata di pensieri concludo solo, forse, di non aver risposte.

 ”Cos’è la vita? Delirio,

Cos’è la vita? Illusione,

appena chimera ed ombra,

e il massimo bene è un nulla,

ché tutta la vita è sogno,

e i sogni, sogni sono.”

 

 

mag 9, 2012 - Aylwyn    No Comments

Tela.. e pastelli a cera

Ma sai che l’ho capito? C’è voluto un cazzo di fottio di tempo ma alla fine sta mente contorta che non molla l’obbiettivo c’è arrivata a raggiungere la meta.

E’ idea. E’ solo fottuta idea. E’ un sogno su cui si fantastica notte e giorno e che sembra giunto a dipingere le giornate. E’ una corsa a collezionare pezzi disparati per dar ad esso forma tangibile, un piccolo puzzle, come un Frankenstein orrido ma che respira.

E fintanto che la fantasia non si scontra con la realtà tutto sembra mostruosamente vivo, si, perchè “eppur si muove”.. perchè le idee non sono solo fiumi in piena a placarsi con il sonno, sono acqua fresca in cui intingere le mani, a cui dissetarsi, palpabile seppur sfuggente.

E’ l’idea che la quotidianità non sia tutta qui, ristretta, incompleta, prevedibile. Ci si scervella alla ricerca di un pensiero nuovo per sentirsi un po’ più vivi. E che importa del resto quando lo stomaco farfuglia note che sembravano dimenticate e le dita si congelano al contatto di altre dita? .. è solo tutto qui, un ingarbugliato gioco di concetti.

La conclusione più distratta però è che in tutta questa fantasia io ci sono caduta per caso. Ero semplicemente lì, sconosciuta forse, quindi adatta al gioco dell’artigiano. Plasmabile, come creta, perchè indefinita. E che fossi io o una qualsivoglia forma, poco contava alla necessità di riporre i pensieri. Bastano da sé a dar valore all’involucro che le contiene.

Mah, strana paranoia… ma lo so che è tutto qui. Che potrei comodamente adagiarmi al mio ruolo di Musa e tu non avresti altro da chiedere. Poco conta se nei giochi distratti di cui la tua mente si fa padrona, io ci cado senza voce in capitolo.

E’ parte della fantasia, avere dall’altro lato del palco qualcuno che, complice, applaude e sorride alle marionette che animiamo.

Eccomi dunque, volontaria spettatrice, mi vesto di silenzio e accondiscendenza così che tu possa sentirti un po’ più vivo. E va bene, perchè almeno ora hai tutto.. castello, favola e sogni nuovi per cui palpitare. Sono dolci da qui. Nella tenerezza del tuo tornare bambino, resterò a cullarmi nel piacere d’osservarti.

set 23, 2011 - Feste    2 Comments

Aria d’autunno

 

Autunno, Mabon, zucca, zuppa, castagne, spezie

Arriva l’autunno e, mentre il sole s’attarda a levarsi, l’aria si fa più pesante e solenne.

La sera che già attende all’uscita dall’ufficio, il pigiamino tiepido, la frutta fresca che pian piano lascia spazio ad aromi più intensi e speziati.

Con le prime foglioline rosse che lentamente s’adagiano nel giardino anche il corpo attimo dopo attimo s’assopisce.

Girovaga per la campagna, alla ricerca di frutti e doni, mi sono lentamente lasciata trascinare verso il sogno che s’avvicina.

Noci, nocciole, castagne matte o assennate, ghiande, pigne e pinoli, patate, zucche e carotine, dai colori caldi e terreni.

Un cestino profumato di terra umida e fresca che ora corona la cucina.

Ho pensato a qualche ricettina profumosa per accogliere questo settembre ancora un po’ incerto e altalenante. Sebbene sempre restia al freddo, inizio a sentire il bisogno del quieto silenzio, delle pungenti nebbioline del mattino e delle prime copertine di pile sulle gambe sorseggiando il thè.

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ZUPPA d’Autunno con CASTAGNE E ZENZERO per 4 persone

E’ una ricettina che mi accompagna nelle giornate di riflessione. Resta accovacciata in cucina tutto il giorno, inebriando l’aria ed i pensieri.

  • 400g di castagne secche

  • 2 cipolle bianche oppure 2 / 3 porri

  • 1 spicchio d’aglio

  • circa 3cm di radice di zenzero

  • 1 chiodo di garofano (facoltativo)

  • olio extravergine d’oliva – 4 cucchiai

  • 1/2 bicchiere di latte intero

  • sale e pepe q. b.

  • circa 1/2 litro d’acqua o brodo vegetale

Preparare le castagne mettendole in ammollo la mattina, in acqua tiepida, per circa 10 ore, in modo che siano pronte la sera, qualche ora prima di cena e quindi in tempo per permettervi di preparare la zuppa.

Rosolare in 4 cucchiai d’olio e.v.o. le cipolle (o i porri) tritate finemente. Quando iniziano ad imbrunire aggiungere lo spicchio d’aglio (sempre ben tritato) e lo zenzero a piccoli cubetti.

In ultimo le castagne sgocciolate e mollicciose.

Coprire con il mezzo bicchiere di latte e l’acqua (o brodo) e far cuocere per un paio d’ore.

Se la zuppa raddensa troppo stemperarla aggiungendo un altro po’ di latte.

Una decina di minuti prima di aver ultimato la cottura, passate il tutto con il frullatore ad immersione, poi salate e pepate. Potete lasciar cadere un chiodino di garofano nella pentola per rimuoverlo al momento di servire.

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ZUPPA SPEZIATA per 4 persone

  • 1 patata

  • 50g di formaggio grana grattuggiato (o pecorino)

  • 10 fette di pane bianco (tipo pane per toast)

  • 1 chiodo di garofano

  • un pizzico di cannella

  • un pizzico di zenzero

  • un pizzico di noce moscata

  • un rametto di timo fresco

  • 4 o 5 foglioline di salvia

  • olio extravergine d’oliva

  • sale e pepe q.b.

  • 1 litro d’acqua

  • panna da cucina (2 cucchiai)

Unire al litro d’acqua nella casseruola (meglio se di terracotta) le spezie raccolte (chiodo di garofano, cannella, zenzero, noce moscata, timo e salvia), la patata tagliata a piccoli dadini ed un paio di cucchiai d’olio e.v.o.

Portare ad ebollizione, poi salare e pepare.

Nel frattempo tostare su una placca da forno (o nel fornotto) le fette di pane fino a dorarle bene.

Dopo mezz’ora di cottura aggiungere le fette di pane ed il formaggio alla zuppa. Attendere qualche minuto e frullare tutto con un passaverdure.

Mantecare la crema con i due cucchiai di panna e servire con crostini naturali o all’olio d’oliva.